*Come purtroppo troppo spesso accade, siamo costretti a sopportare fiumi di parole in libertà rispetto ad argomenti importanti e degni di maggior serietà.
Nello specifico ci riferiamo al Piano Assetto Idrogeologico del Fiume Tronto nel cui “teatrino? si agitano i soliti attori dilettanti e di poche speranze.
Ridicoli i D.S. locali che esprimono, con inverecondia, perplessità sul piano di assetto idrogeologico del Tronto preparato, approvato e sottoscritto dal loro massimo esponente che siede sugli scranni regionali e che contestualmente presiede l’Ente di riferimento per il Bacino del Tronto.
Patetici i responsabili amministrativi municipali, dal “vecchio? assessore all’urbanistica all’ultimo assessore ad interim che, presi evidentemente da fregole cementificatorie, non si sono avveduti che sin dal 2002 pendeva su San Benedetto del Tronto questa spada di Damocle, cosa che invece avevano immediatamente rilevato tutti i loro colleghi degli altri Comuni interessati.
Superficiali i progettisti incaricati del Nuovo Piano Regolatore Generale che hanno elaborato quest’ultimo senza considerare che attualmente metà del territorio sambenedettese non risulta edificabile.
Infatti il P.A.I. Tronto individua un’area esondabile e pertanto inedificabile comprendente il Palacongressi per giungere a lambire la pista di atletica.
In realtà l’art. 17 delle N.T.A. ( norme tecniche di attuazione del P.A.I.) prevede la possibilità concreta di eliminare il paventato blocco edificatorio del territorio.
Norma ampiamente conosciuta da 35 dei 37 Comuni interessati i quali hanno già da tempo provveduto a ridurre il livello di rischio presentando all’Ente competente tempestive, adeguate e giustificabili proposte.
*Gianni Balloni – Presidente Circolo di A.N. “Emidio Galiè?

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