*Nel rivolgere un sincero augurio di buon lavoro a tutti, allievi, docenti e personale ausiliario, non posso esimermi dal formulare una riflessione sull’attuale fase che la scuola italiana sta attraversando. Un momento assai delicato in cui le luci, purtroppo, sono più rare delle ombre.
C’è indubbiamente il bisogno di innovare, di adeguare contenuti, metodi e percorsi formativi alle nuove sfide che impone il cambiamento in atto; così come c’è il bisogno di ridare centralità alle funzioni educative della scuola ed al ruolo strategico dell’insegnante per la formazione della personalità degli alunni.
Mentre questi ultimi stanno intraprendendo il loro percorso- che auguro costellato di successi – Stato e Regioni stanno discutendo in mezzo a mille tensioni sul futuro della scuola media superiore.
Il 15 settembre, infatti, i Presidenti delle Regioni esprimeranno il loro parere definitivo sul tentativo del Ministro Moratti di cambiare il volto dell’istruzione decretando ciò che molti hanno definito la nascita della serie A (i licei) e della serie B (l’istruzione e la formazione professionale).
Molte sono le critiche all’azione del Ministero; fortemente negativo rimane il giudizio sui cambiamenti che hanno investito la scuola primaria e forti sono le preoccupazioni che si intenda affidare alle Regioni funzioni, ma non assegnare tutte le risorse necessarie.
Occorre coinvolgere realmente i protagonisti (personale scolastico e famiglie) e promuovere un dibattito approfondito sui sentieri del cambiamento, avendo attenzione alla formazione della personalità degli allievi, alla trasmissione di tutti i saperi essenziali, alla ricerca di modalità didattiche efficaci nella nuova stagione tecnologica, alla promozione di un diritto allo studio in grado di premiare davvero tutti i meritevoli e di assicurare una preparazione generale alta a tutti gli alunni almeno fino ai sedici anni.
La Regione è impegnata, insieme alle Province ed alla Direzione scolastica regionale a contrastare, con grande fermezza, la dispersione scolastica: l’abbandono precoce dei percorsi di istruzione e formazione condanna infatti ad un futuro di precarietà e di difficoltà lavorative ed economiche.
Un’attenzione particolare in questo ambito viene rivolta alle politiche di inserimento dei soggetti svantaggiati, a cominciare dai disabili.
Siamo inoltre impegnati a promuovere le autonomie scolastiche, sostenendo i molti progetti volti a rafforzare i singoli momenti di approfondimento didattico così come l’organizzazione di reti tematiche fra le scuole per favorire l’aggiornamento degli insegnanti o la sperimentazione di raccordi fra i linguaggi della scuola e quelli di altre agenzie educative.
Dedichiamo grande attenzione alle problematiche dell’orientamento, intendendo con ciò una serie di attività svolte nella scuola per promuovere scelte consapevoli che esaltino i talenti, gli interessi e le capacità dei ragazzi.
Sosteniamo infine l’offerta formativa superiore di qualità (corsi IFTS, master universitari, corsi di perfezionamento, corsi di specializzazione).
Riteniamo comunque prioritario arrivare in tempi brevi ad una legge regionale che ponga su nuove basi i temi del rapporto fra istruzione e formazione e che dia alla nostra Regione una scuola di qualità basata sulla massima partecipazione dei ragazzi e delle famiglie, su una didattica rinnovata

attenta ai processi di cambiamento e ai rapporti con il mondo del lavoro, ma allo stesso tempo volta a fornire agli allievi le massime opportunità formative, tenendo conto delle diversità, così come del diritto al sapere che deve riguardare tutti.
Pensiamo solamente che ogni anno entrano nelle scuole marchigiane ben 4.000 alunni provenienti da famiglie di immigrati. I ragazzi stranieri equivarrebbero ormai a quasi il 10% della nostra popolazione studentesca regionale.
Ci sentiamo di ringraziare calorosamente tutto il personale delle scuole marchigiane per la passione e la dedizione con cui assolvono al loro compito, pur tra mille difficoltà ed incertezze.
C’è un’unica strada che dobbiamo percorrere insieme: aumentare le possibilità di dialogo, di scambio e di reciproca collaborazione.
La comunità marchigiana ha la possibilità di aver anche in futuro un’ottima scuola: le famiglie possono confidare in istituzioni all’altezza delle sfide in atto.
Buon anno scolastico a tutti, quindi, con un particolare e affettuoso benvenuto ai piccoli allievi che si affacceranno per la prima volta sulla porta di un’aula scolastica.?
*Ugo Ascoli – Assessore all’Istruzione, Conoscenza e Formazione professionale
Regione Marche

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