SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Va in archivio la seconda giornata nel C1/A. Samb a punteggio pieno. Sono appena tre le squadre dell’intera terza serie a poter vantare un simile ruolino: oltre ai rossoblù, la Sangiovannese ed il Napoli, ambedue militanti nel C1/B.
Nessuno s’illuda. Il campionato è ancora lungo e ieri pomeriggio, negli spogliatoi del Comunale di Teramo, mister Galderisi ha subito provveduto a gettare copiose ed energiche secchiate d’acqua sul fuoco degli entusiasmi divampati nell’ambiente rivierasco: “Puntiamo alla salvezza?, ha chiosato il tecnico originario di Salerno, quasi a tessere un filo neanche troppo invisibile con il suo predecessore, quel Davide Ballardini che, come lui, a inizio campionato stava già stupendo.
Sei i punti racimolati dalla banda Galderisi, quattro quelli incamerati dalla squadra diretta dall’allenatore romagnolo. Un exploit nel corso della prima trasferta stagionale: ieri Foggia, oggi Teramo. Balbettante all’esordio (al cospetto del Giulianova l’anno passato, contro il Novara quest’anno), frizzante la domenica successiva. Giuseppe Galderisi può godersi una rotonda vittoria. E non solo. Segnali di miglioramento si sono intravisti in un po’ tutti i reparti. Metti un Colonnello dietro – Michele Santoni nella ripresa ha comunque fatto la sua parte – un De Rosa a ‘mordere’ in mezzo e un Perrulli a macinare chilometri (l’ex Viterbo è però anche tecnica e qualità) ed il gioco è fatto. Tre correttivi hanno conferito una non indifferente quadratura del cerchio.
C’è dell’altro. Decisamente. Perché i meccanismi, dopo un’altra settimana di lavoro si sono maggiormente oliati, perché qualcheduno alla seconda ha palesato meno emozione rispetto all’esordio e forse perché i rossoblù dalla loro hanno quel pizzico di buona sorte che nel calcio, come nella vita, non guasta mai.
E ancora. L’impressione è che pure nella stagione in corso la Samb farà divertire i suoi tifosi più in trasferta che non in casa: se hai due attaccanti del calibro di Scandurra e Martini puoi tranquillamente permetterti, come è successo ieri in Abruzzo, di impostare una gara di contenimento e contropiede. Quei due lì davanti fanno male. L’intesa crescerà di volta in volta; tradotto: paiono destinati a regalare un bel gruzzoletto di gol alla causa.
Vogliamo andare a cercare il pelo nell’uovo? Manca un poco di qualità a centrocampo – servirebbe, ne siamo sicuri, soprattutto tra le mura amiche – unitamente a qualche rimpiazzo adeguato. Ma per questo il diesse Beppe Dossena, di concerto con il sodalizio rivierasco, si sta già muovendo.
Se la Samb corre, dietro rallentano. Ci sarebbe il Genoa, catalizzatore, nella prima domenica di settembre, di sconfinate attenzioni. Teatro del debutto della squadra di Vavassori è lo stadio Benelli di Ravenna, pieno per metà (5.000 i presenti) di tifosi liguri. Vittoria schiacciante quella partorita da Tedesco e compagnia, anche se probabilmente non servirà a nulla, visto che si profila uno 0-3 a tavolino, in virtù dell’impiego, nella fila rossoblù, del camerunense Ghomsi (squalificato l’anno passato quando militava nella Primavera della Salernitana). Genoa dunque destinato a rimanere a quota –3 nella graduatoria del girone.
Con la Salernitana e lo Spezia che ‘riposavano’ (la gara dello stadio Picco si recupererà il prossimo 21 settembre), frenano Pavia e Padova.
I veneti, non riescono a dare seguito ai tre punti conseguiti nel primo turno, andando a sbattere contro uno Stefano Visi in giornata di grazia. Il resto lo fa un pizzo di malasorte e, soprattutto, l’imprecisione dei giocatori biancorossi. Vero De Franceschi (ha sbagliato un calcio di rigore, ndr)? Un applauso in ogni caso al Giulianova che ha saputo andare a prendere un punto sul campo di un atra le formazioni più attrezzate dell’intero torneo.
Ben diverso è il pari del Pavia, contro un Monza che al Fortunati, a dispetto del proprio ruolo di matricola, ha dimostrato di poter recitare un ruolo importante in questo girone A. Tante occasioni per parte, insomma alla fine il punto ciascuno è verdetto equo.
Si rifà, dopo la beffarda sconfitta di San Benedetto, il Novara di Antonio Cabrini che capitalizza al meglio la solita zampata di Elia per stendere un Cittadella irriconoscibile rispetto a quello che eravamo abituati a vedere nelle ultima stagioni. Gli azzurri vincono bene e, se mai ce ne fosse stato bisogno, dimostrano di essere in grado di vestire i panni della mina vagante del torneo.
Il risultato a sorpresa della giornata è l’exploit, l’unico della domenica appena trascorsa, della Pro Patria in casa di una Fermana che ha iniziato nel peggiore dei modi anche questo campionato. Ci si mette pure la sfortuna a scombussolar ei piani dei canarini: il rigore trasformato da Temelin ad appena 180 secondi dal via, è visibilmente viziato da un fallo di mano dello stesso attaccante bustocco. A nulla serve la reazione veemente di una Fermana giovane e acerba che il patron Battaglioni farebbe forse bene a correggere.
Sorridono le lombarde Pizzighettone e Lumezzane. La squadra di Venturato piega l’altra neopromossa Pro Sesto – ancora un dispiacere per gli ex rossoblù Cottini e Bifini – grazie ad un gol di Deinite. E’ il primo, storico successo del Pizzighettone in terza serie che ora si prepara a calcare lo splendido scenario del Delle Alpi di Torino, dove mercoledì prossimo (ore 20), affronterà il Genoa nel recupero della prima giornata.
Vince, come si diceva, anche il Lumezzane che al termine di una pirotecnica partita (3-2) al cospetto del vivace San Marino, intasca i primi tre punti della stagione. Sugli scudi l’ex Fermana Kalambay, protagonista di un gol bellissimo e di una prestazione maiuscola.

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