SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riprende, con l’inizio del campionato di serie C, la nostra rubrica dedicata ai numeri del tifo. Affluenze assolutamente nella norma nei quindici stadi che ieri pomeriggio hanno ospitato le partite dei gironi A e B. Mancavano all’appello piazze del calibro di Genova, Salerno e Perugia; il Napoli era impegnato sul campo dell’Acireale. In altre parole: i pienoni sono rimandati ad altre domeniche, magari sin dalla prossima quando aprirà i battenti il San Paolo (il Genoa è impegnato a Ravenna, mentre la Salernitana beneficia di un altro rinvio).
Il Riviera delle Palme, nonostante qualcheduno abbia storto il naso nel vedere ampi spazi vuoti nei vari settori, specie nei distinti – potere della pioggia? O del Milan impegnato ad Ascoli? – si issa a terzo stadio più popolato della terza serie, nonché a quello più numeroso del girone A. Sono bastati appena 2.852 spettatori ufficiali. Quasi la metà in meno dei due precedenti esordi casalinghi dei rossoblù – la Samb disputa da tre stagioni consecutive la partita inaugurale tra le mura amiche – rispettivamente con Acireale e Giulianova. Contro i siciliani, stagione ’03-’04, al Riviera furono in 4.653, pochissimi in meno dei 4.644 che presenziarono al derby marchigiano-abruzzese dell’anno scorso. Assolutamente improponibile il confronto con la stagione che fece seguito alla promozione in C1, quando, alla seconda giornata, lo stadio rossoblù ospitò un acceso Samb-Pescara, davanti alla bellezza di 9.337 presenti
Tornando alla giornata di ieri, si diceva di due piazze, nel girone B, che hanno saputo far meglio del pubblico sambenedettese: Lucca e Castellammare di Stabia. Al Porta Elisa c’erano 3.203 persone (un numero importante se lo relazioniamo a quelli cui nel recente passato ci aveva abituato la gente di fede rosseonera), incuriositi probabilmente dalla nuova e ambiziosa Lucchese del tecnico Paolo Indiani.
Non sorprendono invece gli 8.000 – il dato è ufficioso, del resto a inizio torneo, con molte campagne abbonamenti ancora in corso di svolgimento, avere un quadro esatto è impresa ardua – che si sono ritrovati per tifare Juve Stabia, nella sfida contro il Foggia.
Numeri poco rilevanti nei restanti impianti. Non è bastato il Napoli a riscaldare i cuori dei tifosi dell’Acireale, sugli spalti del Tupparello, in appena 2.534 unità – al seguito degli azzurri c’erano peraltro almeno 300 sostenitori partenopei. 1.899 a Frosinone, ma si parla di almeno 3.000 presenze, in virtù de fatto che il dato degli abbonati non è stato comunicato. 2231 a Pistoia per il derby tra gli arancioni ed il Grosseto, 2.224 a San Giovanni Valdarno, 2.185 a Sassari. Questi gli impianti più ‘gremiti’ del girone B. Chiudono il quadro i 1.600 circa al fianco della Massese.
Ad eccezione del Riviera e del Breda di Sesto San Giovanni – in 2.200 circa in occasione dell’anticipo di sabato tra la Pro Sesto e il Padova – il C1/A fa registrare numeri assolutamente indegni: 1.500 circa a Monza, 1.316 a Busto Arsizio, 1.000 circa a Giulianova, 461 a Cittadella, 327 a San Marino. Viene quasi da chiedersi come riescano determinate società a potersi permettere la terza serie con platee di questo tipo.
In ultimo alcune considerazioni sul decreto antiviolenta del ministro degli Interni Pisanu. Ieri ha preso avvio, almeno in molti stadi della penisola – a San Benedetto per esempio tutto è rimasto come l’anno scorso, ad eccezione degli abbonamenti nominali; si vedrà il da farsi in vista della prossima partita interna (l’11 settembre, contro lo Spezia) – una nuova fase contrassegnata da biglietti nominali, videosorveglianza, stewards, tornelli elettronici e quant’altro.
I quotidiani nazionali hanno accolto la prima domenica all’insegna del “giro di vite del Viminale? con soddisfazione. Può anche darsi che sia così, ciò non toglie che fa molta tristezza leggere di persone denunciate (un caso si è verificato anche in serie C, precisamente al Comunale di Frosinone) subito dopo essere state identificate attraverso l’apposita sala di videosorveglianza e la conseguente identificazione per mezzo del tagliando nominale. Motivo: l’accensione di un fumogeno. Ieri ne abbiamo visti alcuni anche a San Benedetto. Basta davvero questo per beccarsi una denuncia? Si fa fatica a crederlo, ma è così.

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