SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo tanto parlare, al termine dell’ennesima interminabile estate cui il mondo del calcio sembra, purtroppo, averci abituato oramai da diverse stagioni, si torna a disquisire anche e soprattutto dei fatti del campo.
La C1/A ieri ha aperto i battenti e la Samb dopo dodici stagioni è tornata a militare nel girone tradizionalmente occupato dalle squadre del Nord Italia. A bagnare la lunga serie delle 34 sfide che si susseguiranno nel corso dell’annata, il match al cospetto di un Novara mai incontrato sino a ieri in terza serie.
E’ andata bene, i rossoblù hanno centrato un successo che all’esordio mancava da sette stagioni, visto che l’ultimo precedente vittorioso al debutto risale al torneo di serie D targato ’97-’98 (3-1 al Luco dei Marsi). Per quel che concerne la C1 invece, la Samb aveva vinto la prima gara in occasione dell’ultimo campionato disputato in terza serie (girone B, stagione ’93-‘94), quando al Riviera il Barletta venne battuto 2-1 (gol di Damiani e De Amicis per i rossoblù).
Ieri ci ha pensato il solito Martini a togliere le castagne dal fuoco a mister Galderisi, all’esordio assoluto sulla panchina rossoblù. Il gol di Elia aveva fatto presagire al peggio, specie alla luce dell’evidente superiorità mostrata dall’undici piemontese. I padroni di casa infatti, da un lato hanno inizialmente patito l’emozione dell’esordio casalingo, dall’altro hanno lamentato un minore affiatamento rispetto ai dirimpettai collegi vestiti di azzurro.
Il centrocampo è stato il reparto che ha sofferto maggiormente: in mezzo il duo Porcari-Braiati ha letteralmente annichilito i ‘colleghi’ Tedoldi e Paolucci, dettando i tempi con grande sapienza e facendo largo affidamento sulle corsie laterali, dove stazionavano due veri e propri peperini, vale a dire Cristiano e Matteassi. I due hanno disorientato i terzini rossoblù Macaluso e Michele Santoni, i quali hanno impiegato più di un tempo per prender loro le misure. A forza di insistere gli ospiti hanno trovato il gol, ma per fortuna della Samb Marco Martini ha inventato un altro dei suoi gol. Si fosse andati sullo 0-1 al termine del primo tempo, probabilmente – anche se non ne abbiamo la controprova – i padroni di casa avrebbero trovato grosse difficoltà a ristabilire l’equilibrio.
Eppure c’è del buono, oltre naturalmente ai tre punti, nella prestazione dei marchigiani, se non altro perché le occasioni migliori sono state proprio appannaggio di Rosati e soci. In primo luogo: il carattere. Gli undici rossoblù hanno battagliato dall’inizio alla fine, credendo sino all’ultimo secondo utile nella possibilità di far male alla retroguardia azzurra, prestando fede al giuramento fatto alla vigilia dall’allenatore rivierasco. “Garantisco il massimo impegno?.
Passino pure determinate incertezze – causa e l’inesperienza e l’emozione – di molti dei giovani di Galderisi. In secondo luogo: l’intesa tra Martini e Scandurra, seppure possa senz’altro migliorare, pare già lasciar presagire buonissime cose. Ieri l’ex Cisco Lodigiani è apparso ancora non al top della condizione, ma ha saputo lo stesso farsi notare in avanti, facendo leva soprattutto sulle proprie doti aeree.
In ultimo, ma non meno importante, sottolineiamo il fatto che la squadra, giovane, inesperta, ma soprattutto da poco agli ordini di mister Galderisi, possiede ampi e fisiologici margini di miglioramento. Presto, tra l’altro, si potrà fare affidamento sui vari Colonnello, Zanetti e De Rosa; in più dal mercato arriverà in settimana qualche rinforzo (Faieta, il quale si è già unito al gruppo, dovrebbe essere tesserato). Insomma, nello spazio di un paio di domeniche si potrebbe già ammirare un’altra Samb – e ci riferiamo al gioco, non certo al carattere.
Ma veniamo alle altre partite che hanno caratterizzato la giornata inaugurale del C1/A. In attesa di Genoa e Salernitana – per liguri e campani un rinforzo dietro l’altro; il Napoli dello scorso campionato è però lì a testimoniare che non basta spendere – alza la voce il Pavia che si impone con autorità sul campo di un Cittadella reduce dalle imprese in Coppa Italia. I granata, che non perdevano al Tombolato dallo scorso 6 febbraio (1-0 dell’Avellino), hanno davvero pochi alibi: i lombardi hanno fatto per intero la partita ed i tre gol messi a segno in Veneto lasciano presagire ad un altro campionato di vertica per la banda Torresani.
Nell’anticipo di sabato scorso si era comportato egregiamente anche il Padova, altra accreditata per la promozione finale. I veneti, dall’alto della propria esperienza, hanno saputo capitalizzare al meglio le occasioni avute nel corso dei 90 minuti. Lo stesso non ha fatto la matricola Pro Sesto, la quale magari farà tesoro degli errori commessi contro la squadra di Pellegrino.
Stecca invece lo Spezia che non va oltre il pari a Busto Arsizio. Maltagliati e compagni sono anzi costretti a rincorrere la rete del vantaggio di una Pro Patria sempre temibile tra le mura amiche. Un tempo ciascuno in ogni caso; il pari è la più logica delle conseguenze, anche se gli ospiti possono recriminare per i due legni colpiti. I liguri adesso riposeranno per una domenica (rinviata anche la seconda gara della Salernitana, in programma proprio al Picco di La Spezia), per poi fare visita alla Samb, il prossimo 11 settembre.
La prima sarà ricordata come la giornata delle neopromosse. Il San Marino strapazza (3-0) una Fermana orfana di cinque titolari, ma soprattutto ancora priva di un organico all’altezza della situazione. Se si vorranno evitare le ambasce dell’anno passato, in casa canarina si farà meglio ad intervenire con celerità sul mercato in cerca dei rinforzi adeguati.
Bene anche il Monza che si esalta con la prodezza del giovane attaccante nigeriano Egbedi che, in aggiunta alla rete della sicurezza di Bertolini, gli consente di esordire con una vittoria al cospetto del .
Vanno in bianco – è l’unico 0-0 della giornata – Giulianova e Ravenna. Giallorossi abruzzesi e romagnoli danno vita ad un match combattuto che termina con un risultato equo. Può andar bene a tutte e due: ai padroni di casa che sono reduci da un‘estate alle prese con le solite questioni in seno alla società, agli ospiti che erano attesi dal primo impatto con la nuova categoria.

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