SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Poco più di 3.000 persone per la prima della Samb al Riviera. Se pensiamo alla pioggia, agli stenti societari, alle polemiche, ai colpi di scena che si sono rincorsi per tutta l’estate e, non ultimo, il fatto che a poco più di 30 chilometri gioca il Milan – fa male doverlo sottolineare, ma di certo oggi molti tifosi avranno preferito la serie A alla Samb – possiamo accontentarci. Gli abbonati sono per ora 713, la metà o giù di lì rispetto alle tessere staccate nelle ultime stagioni di terza serie, anche se ci sarà ancora tempo per abbonarsi e magari la vittoria odierna spingerà gli scettici a mettere mano al portafogli.
Tornando allo scenario del Riviera offerto nella gara odierna, ad una Nord abbastanza piena – qualche vuoto ai lati – fa da contro altare un settore ospiti popolato da appena una trentina di sostenitori novaresi con gli striscioni Legione, Overtrenta, Zoo, ATN e Diffidati, oltre a due bandieroni, qualche stendardo ed un tamburo.
La Nord – a inizio partita riceve la visita del presidente Umberto Mastellarini; nell’intervallo invece il simpatico siparietto di una coppia di sposi, con tanto di sciarpa al collo, in campo per salutare la curva – rispolvera per l’occasione la scritta “La Samb siamo noi? che due stagioni fa venne utilizzata per la coreografia interna contro il Catanzaro. Fumogeni colorati, bandieroni e stendardi a completare la spettacolo di inizio partita. Peccato solo per alcuni vuoti che si notano ai lati del settore.
Se i piemontesi si fanno sentire in maniera sporadica nel corso dei 90 minuti, alternando cori, manate ed una sciarpata solo in occasione delle azioni in avanti della propria squadra – destano infatti una migliore impressione nel primo tempo, quando il Novara tiene lungamente il pallino del gioco in mano – i padroni di casa risultano, al solito, assai continui distinguendosi e per colore e per l’incessante sostegno alla causa, nonostante per almeno 70 minuti Martini e soci soffrano l’organizzazione e la capacità di fare girare palla della squadra di mister Cabrini.
Come in campo pare esserci una sola squadra, o quasi, anche sugli spalti la partita (del tifo) pende decisamente da una parte, quella rossoblù. La Nord non smette mai di cantare ed anzi, in talune circostanze, si infiamma riuscendo a coinvolgere l’intero stadio.
Un pubblico, quello di fede rossoblù, che davvero stupire ogni volta sempre di più. Se una tempo, chiamateli pure ‘quelli del Ballarin’, la gente di San Benedetto si sapeva distinguere per la poca propensione a concedere alibi alla squadra del cuore (conseguenza i fischi impietosi a sottolineare strafalcioni e affini), al Riviera da un paio d’anni a questa parte si respira decisamente un’aria nuova. La pazienza sembra essere la parola d’ordine, quella stessa pazienza adoperata a dosi massicce nel corso dei tribolati mesi estivi che ci siamo lasciati alle spalle. Quest’anno, ma anche quello passato.
Le sofferenze, assai evidenti, palesate dall’undici vestito di rossoblù nella prima frazione di gioco, sembrano non scalfire minimamente la passione e l’entusiasmo degli affezionati sostenitori di casa nostra, letteralmente indiavolati al momento delle due marcature di Marco Martini. Se la prima rete ristabilisce l’equilibrio del match dopo pochi secondi dalla rete del Novara, la seconda viene dopo un forcing – quello attuato dalla Samb negli ultimi venti minuti – accompagnato dall’accesa partecipazione dell’intero stadio marchigiano.
Il gol del 2-1, e che gol, arriva dopo una bella sciarpata di Onda e soci, ma soprattutto quando i più, forse, si stanno rassegando al pari (risultato che peraltro sarebbe stato assolutamente equo per quanto fatto vedere dalle due squadre); proprio per questo però la rete ingigantisce l’urlo di gioia del Riviera che si coccola i tanti giovani e debuttanti tra le fila rivierasche.
La solita splendida cartolina dei calciatori rossoblù, dopo il fischio di chiusura dell’arbitro, sotto la Nord a fare il pieno di applausi, saluta questo primo fortunato quanto inaspettato esordio della Samb edizione 2005-’06.

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