SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In parallelo al torneo di C1 che parte domani – in realtà il via ufficiale è per oggi pomeriggio con l’anticipo fra Pro Sesto e Padova – si appresta a prendere avvio la stagione del tifo. Spettacolo dentro lo spettacolo, la partita – le due fazioni curvarole, una di fronte all’altra – della partita, la componente più sana e genuina di un gioco in evidente crisi di credibilità; insomma i luoghi comuni, in casi come questi, si sprecano.
Gli amici lettori di sambenedettoggi.it avranno certamente notato che la nostra redazione, da ormai un paio di anni a questa parte, mostra molta attenzione alle vicende legate alla passione che ruota attorno al gioco del calcio e, nella fattispecie, alla nostra Sambenedettese. Prova ne sono le schede di presentazione delle squadre (e delle tifoserie) che di volta in volta affrontano la compagine rivierasca, come pure le tifocronache che domenicalmente, dopo ogni partita dei rossoblù, stiliamo.
Anche per la stagione che sta per iniziare, continueremo sulla strada intrapresa, convinti che un incontro di calcio non possa prescindere dai cori e dalle coreografie di una curva, o più semplicemente dagli applausi, dai fischi, dalle imprecazioni, dagli osanna di qualsiasi altro settore di uno stadio.
Ma veniamo a noi. Per la tifoseria sambenedettese il campionato alle porte si prospetta, in termini di spese (economiche, ma anche fisiche), assai impegnativo. Il rimescolamento dei due gironi di terza serie ha fatto sì che la Samb ripiombasse, a distanza di più di dieci anni (l’ultimo precedente è datato ’92-’93), nel comparto settentrionale.
Se l’anno passato il presidente di Lega di C aveva dato il là alle divisioni orientale e occidentale, ripartendo l’Italia in senso verticale, anziché orizzontale, stavolta non sappiamo a quale logica aggrapparci per comprendere il senso che ha guidato la composizione dei due gironi. Le povere Samb, Teramo, Giulianova, Fermana e Salernitana sono state mescolate con le compagini lombarde, liguri, piemontesi e venete. Ci chiediamo: a che pro?
Lasciando – di proposito – cadere l’enigma, il collocamento della Samb nel girone A comporterà, per i tifosi rossoblù, viaggi, e quindi spese, assai più probanti.
A scorrere, ad una ad una, le 17 tappe che la gente di fede rossoblù toccherà nel corso della stagione, salta subito all’occhio le distanze che di volta in volta si dovranno colmare. In sintesi: escluse le vicine Fermo, Teramo e Giulianova, le trasferte più abbordabili risultano quelle di San Marino (220 km) e Ravenna (250 km). Alla portata pure quella di Salerno – in ballo c’è peraltro l’affascinate scenario dello stadio Arechi – città distante ’appena’ 350 chilometri.
Per il resto non si scende mai, o quasi, sotto i 500 km. Si parte da Padova (400) e Cittadella (430; e pensare che l’anno scorso rappresentò il viaggio più lungo), per passare a Pizzighettone (465 km) e alle varie località lombarde – in rigoroso ordine, di chilometri, crescente: Pavia (500), Sesto San Giovanni (515), Lumezzane e Monza (520) e Busto Arsizio (550) – e finire a Genova (600 km). Dimenticavamo La Spezia, 500 chilometri più a nord di San Benedetto, e Novara (550).
Un’ultima considerazione; apprezzeranno soprattutto gli amanti del mondo ultras. A mettere a confronto i due gironi di serie C di quest’anno, appare evidente come, in tema di curve, vi sia una grossa disparità di valori, a favore dell’ex divisione orientale. Da una parte Napoli, Pisa, Juve Stabia, Perugia, Foggia, Manfredonia, Frosinone e Gela; dall’altra invece solo Salernitana, Genoa e Spezia (alle quali potrebbero aggiungersi Teramo e Padova) hanno le potenzialità di superare il calore e i numeri della torcida rivierasca. Tradotto: inconsciamente potrebbero risultare minori gli stimoli del popolo della Nord; capita spesso infatti che il valore dell’altra curva riesca ad ingigantire la voglia di superarla, in un’affascinate competizione, a distanza, a colpi di cori e colori.
E’andata così. I tifosi rossoblù sapranno comunque trovare motivazioni intrinseche per farsi valere, contro chiunque. Del resto la fede è fede.
Buon campionato a tutti.

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