Come d’incanto, quasi si fosse compiuto un passaparola generale di dimensioni planetarie che ha coinvolto ragazzi di tutto il mondo e di ogni latitudine, quasi un milione di giovani si sono radunati in maniera festosa e composta lungo la a 27 km da Colonia.
La sede deputata ad ospitare la XX Giornata Mondiale della Gioventù è stata festosamente gremita grazie alla massiccia adesione a questo pellegrinaggio dal tema “Siamo venuti per adorarlo?.
La presenza del Santo Padre Benedetto XVI, al suo primo ufficiale viaggio pastorale, ha contribuito a rendere questi cinque giorni memorabili per tutti i ragazzi che hanno partecipato.
Tra canti, balli e preghiere la festa è stata completa e ricca di significati profondi, lasciando in tutti i presenti un segno indelebile con il quale proseguire ognuno la propria esistenza con un animo rinnovato.
Era palpabile nell’aria la presenza di Giovanni Paolo II, più volte acclamato dai suoi giovani, come lui stesso amava definirli.
Karol Wojtyla ideò e ostinatamente promosse queste giornate mondiali della gioventù, in cui riponeva grande fiducia nei giovani, affinchè fossero i portatori di una nuova luce, attraverso cui infondere negli uomini l’ideale di un mondo nuovo e pieno di amore.
Benedetto XVI, nell’arco dei due giorni, sia nella veglia del sabato dove erano presenti circa 800.000 giovani, sia nell’eucarestia della domenica, ha citato più volte il suo predecessore, ricordando il suo coraggio e la sua determinata volontà di rinnovare la Chiesa.
Il Papa ha ricordato come, davanti a quasi un milione di giovani, Giovanni Paolo II ha ammesso con grande umiltà tutti gli errori e le divisioni del passato, chiedendo anche scusa e restituendo una certa credibilità a tutto il Vaticano.
Il Papa ha sottolineato anche l’importanza di tutti i Santi, sia del passato che del nostro secolo, come Madre Teresa e Padre Pio, la loro devozione a Cristo e la loro grand’umiltà, che devono essere un esempio evidente per tutti i giovani, affinché ognuno creda veramente nel miracolo della resurrezione di Gesù.
Benedetto XVI ha inoltre sollecitato tutti i movimenti e le comunità religiose, sorte negli ultimi tempi, ad obbedire con fermezza ai vescovi e a seguire le dottrine della Chiesa, senza travalicare mai i confini, per non scadere in una fede privata, che può portare l’uomo su una strada deviata.
Il Santo Padre ha terminato poi l’omelia ricordando la figura dei tre magi, che erano partiti per trovare e adorare un re, e invece si sono trovati di fronte, nella più assoluta semplicità, un neonato figlio di un umile pastore. Proprio da lì è iniziato il pellegrinaggio, un viaggio interiore volto a trasformare il loro animo alla ricerca di loro stessi, un percorso interiore che il Papa suggerisce a tutti i giovani.
I ragazzi hanno trascorso i due giorni a Maryfield nella più completa armonia, gli uni accanto agli altri, senza distinzioni di razza e di ceto. Hanno dormito nei loro sacchi a pelo e sotto le tende, accomunati da una grande speranza, quella d’essere portatori di pace e unione per tutti i popoli.
I più temerari hanno danzato e cantato, formando dei grandi gruppi, fino alle prime ore della domenica, senza sosta e senza sentire la fatica.
“Sembrava quasi che Giovanni Paolo II – dice Rossella Giuliani di San Benedetto, al suo quarto pellegrinaggio – fosse presente qui con noi, in mezzo ai suoi giovani, come a lui piaceva apostrofarci. La sua presenza si poteva sentire in ogni luogo a Colonia, anche attraverso le belle parole che gli ha dedicato Benedetto XVI. Durante questi giorni a Maryfield non ha mai piovuto, questo mi lascia pensare che Giovanni Paolo II abbia voluto aiutare tutti noi?.
“Mi ha colpito fortemente – afferma Anita Vagnoni di Grottammare, al suo primo pellegrinaggio – il senso di gioia e serenità, che trapelava in tutti i giovani presenti; ne ho visti e incontrati moltissimi in questi due giorni, ed ho intravisto nei loro volti una serenità genuina frutto di un grande amore verso gli altri e di una grande fede?.
“Il fatto che tanti giovani – ribadisce Francesca Giuliani di San Benedetto, al suo secondo pellegrinaggio dopo quello di Roma – di nazionalità diverse, provenienti da ogni parte del mondo, si ritrovino e s’incontrino per ascoltare la parola di Dio è un dono unico, che mi tocca profondamente nell’animo e mi dà una grande forza e coraggio per il futuro. La preghiera e l’amore hanno permesso che tutto ciò si avverasse concretamente?.
L’appuntamento per tutti i giovani è ora fissato per il 2008 in Australia, a Sidney, con la certezza che si tratterà dell’ennesimo successo di presenze e di fede.

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