SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un campionato di ben altro spessore. E’ quello che si augura tutto l’ambiente azzurro. Lasciatosi alle spalle un torneo di assoluta sofferenza, terminato con l’epilogo, per fortuna vittorioso, dei play out al cospetto del Como, Novara applaude, seppure con un gesto abbondantemente venato di scetticismo, il presidente Giuseppe Resta che sembra aver dato il là ad una stagione contrassegnata da mire di medio-alto lignaggio. Le tre vittorie di fila inanellate in Coppa Italia sono lì a fare da testimone.
Eppure agli albori di un’estate rigata da traversie societarie – leggi l’ingresso di nuovi soci – che qui in riva all’Adriatico suonano come qualcosa di assai familiare, erano rimbombate le urla degli ultras piemontesi che alla fine di giugno si erano ritrovati in piazza per manifestare contro la dirigenza locale, colpevole di poca chiarezza.
A poco a poco però, i malumori si sono quantomeno smorzati – a riprova di questo gli oltre 1.000 abbonamenti già venduti dal sodalizio di viale Kennedy: l’insediamento di mister Antonio Cabrini sulla panchina azzurra, l’ingaggio di pedine di discreto valore, il ritorno del bomber Raffaele Rubino, dopo una breve parentesi con la maglia della Salernitana (appena sei mesi), insomma un piano di lavoro credibile e che, pare stia dando già i primi frutti.
Si diceva dei successi di Coppa. Niente di trascendentale, intendiamoci, eppure, nel calcio è fatto risaputo, vincere cementa il gruppo e ingigantisce l’autostima, tanto che mister Cabrini, l’altro ieri, dopo aver visto i suoi prevalere nel derby piemontese col Casale, ha affermato convinto: “Lotteremo per le prime posizioni?. Tradotto: Genoa, Salernitana, Pavia e Spezia in aggiunta a possibili outsider, d’accordo, ma ci siamo anche noi.
Il suo Novara si nutre di quel credo tattico già esplicitato nelle precedenti esperienze toscane con Arezzo (settore giovanile) e Pisa (prima squadra), un 4-4-2 innervato dagli arrivi in sede di campagna acquisti di cui si diceva. Partiamo da dietro. In porta si contendono una maglia da titolare – Cabrini li ha provati tutti e tre nel corso delle esibizioni di Coppa – l’esperto Doardo, vecchia conoscenza del Verona di qualche anno fa, ed i giovani Franzese e Redaelli. Quest’ultimo appare in ogni caso leggermente favorito sugli altri due.
Il reparto arretrato è stato puntellato con Serao e Bonfanti dal Chieti, Cosenza (Reggina), Nicoletto (Avellino), e Zaccanti (Imolese), i quali si sono aggiunti ai riconfermati Ciuffetelli, Morganti, Cantone, Cusaro e Colombini. Importanti novità a centrocampo, dove sono arrivati Porcari, dal Pisa, Pellegrino, dall’Alessandria e soprattutto il laterale Matteassi, dal Verona e l’ex viola Emiliano Bigica. Un salto di qualità non indifferente per la linea mediana azzurra.
Due volti nuovi in attacco, dove è rimasto quel Palombo molto conteso dalla serie cadetta: sono giunti alla corte di Cabrini il decano Firmino Elia, dalla Pro Patria e Raffaele Rubino, di ritorno da Salerno, i quali stanno facendo vedere cose importanti. Crediamo che gli eventuali successi della banda Cabrini potrebbero passare dai piedi e dai gol di questi due cecchini delle aree di rigore ospiti.

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