SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Impegni che si accavallano. Potere di calendari stilati dopo un’estate convulsa, caratterizzata da strascichi giudiziari, retrocessioni e promozioni avvenute nello spazio di pochi giorni, ma soprattutto, in aule di tribunali.
Per la stagione ormai alle porte, Sampdoria e Genoa, la prima in serie A, la seconda in C, vedranno coincidere cinque impegni nello stadio amico. Paradossale, ma vero. Le date: l’11 settembre (Samp-Reggina e Genoa-Fermana), il 20 novembre (Samp-Lazio e Genoa-Spezia), il 5 febbraio (Samp-Treviso e Genoa-Novara), il 15 aprile (Samp-Parma e Genoa-Monza) ed il 30 aprile (Samp-Udinese e Genoa-Cittadella).
Se anche appare possibile che alla fine la delicata questione si risolva con il varo di anticipi e posticipi che permettano alle due formazioni liguri di non traslocare dal proprio stadio, problemi sussisteranno in occasione di due turni, quello dell’11 settembre, quando gli anticipi in serie A dovranno essere giocoforza appannaggio delle compagini impegnate in Champions League e dunque sarà impossibile far disputare al sabato Samp-Reggina; e quello del 30 aprile, quando nella massima divisione mancheranno appena tre turni alla fine del torneo, mentre in terza serie saremo alla penultima giornata della stagione regolare; tradotto: tutte le partite dovranno essere giocate in contemporanea.
La sconcertante patata bollente passa alle due Leghe.

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