*Il Sindaco Martinelli, dopo numerosi ed accorati inviti rivoltigli, in questi anni, da larga parte dalla minoranza ed anche da membri della maggioranza (divenuti dissidenti), ha recepito le sollecitazioni e si è dimesso. Era ora! Ha sentenziato qualcuno. Meno male! Qualcun altro. Accipicchia! Qualche altro ancora. La sensazione che si percepisce, però, è che la drastica decisione sia sta accolta da una totale indifferenza da parte della cittadinanza. Sarà perché la gente è mestamente abituata a questa stucchevole querelle che si ripropone puntualmente ogni estate facendo finire l’amministrazione comunale su tutti i quotidiani per l’ennesima crisi che si materializza.
A differenza degli anni passati, questa volta, sembra che a cadere sarà la testa del primo cittadino e non solo di qualche assessore reo di non avere più il gradimento del proprio o di qualche partito politico di maggioranza. Dico sembra perché, obiettivamente, ci si può aspettare di tutto e non dare per scontato nulla (il passato insegna) perché già in precedenza crisi irreversibili sono state superate clamorosamente. Accadrà anche stavolta? Le dimissioni sono state sottoscritte ma c’è anche un periodo (venti giorni di calendario) in cui il primo cittadino può anche ripensarci a seguito di qualche intervenuto elemento di novità. A dire il vero c’era stato l’aspetto nuovo che aveva consentito di superare l’impasse e procedere all’ennesimo rimpasto: le “volontarie? dimissioni del professor Felicetti.
Ma quando tutto pareva volgere al sereno, ecco che si scatena l’impresto fortunale. In realtà appare inspiegabile la scelta del Sindaco che vuole mandare all’aria l’amministrazione di centro destra a sette mesi dalla scadenza della legislatura per salvare la testa di Gabrielli. In passato ha dovuto subire l’amputazione di assessori da lui fortemente voluti a dispetto delle indicazioni dei partiti e che, secondo le sue dichiarazioni avevano operato molto bene nel rispetto del programma di mandato e ciò non gli aveva procurato eccessivi traumi di natura psicologica. Adesso la rimozione di Gabrielli dal ruolo di assessore lo manda in tilt facendolo addirittura allontanare da quella poltrona che aveva manifestato di apprezzare particolarmente. Possibile, si chiedono in molti, che voglia ammazzare l’amministrazione a sette mesi dalla fine per salvare l’assessorato a Gabrielli? Sono in pochi a crederci. Sono in corso di ultimazione e quindi di inaugurazione molte opere pubbliche, che molto lustro potrebbero procurargli e lui saluta anticipatamente e se ne và?
La questione non ci convince affatto. E’ chiaro che i rapporti logorati con i partiti politici hanno allontanato il Sindaco dalla negoziazione e con uno, in particolare, si sono estinti. Però, se all’inizio gli si poteva rimproverare una eccessiva impulsività per la mancanza di esperienza, adesso, dopo oltre quattro anni, non rappresenta più un movente proponibile. E’ senz’altro un’azione di forza che vuole portare a termine sapendo che la fine anticipata dell’amministrazione non conviene a nessuno, in special modo ai partiti della coalizione che avrebbero difficoltà a ripresentarsi al cospetto dell’elettorato preceduti da scarse garanzie di stabilità. E’ anche vero, come sostiene qualcuno, che le opere pubbliche realizzate sono la panacea per tutti i mali e quindi anche valido deterrente contro l’alto tasso di litigiosità, purtroppo dimostrato. D’altro canto la modesta caratura politica di numerosi consiglieri ed assessori non poteva assumere l’aspetto di una solida fideiussione per la maggioranza, ma questa è una carenza che va attribuita solo ai partiti. E’ solo uno sconquasso che Martinelli vuole procurare ai partiti della coalizione, una sorta di mortale mazzata per saziare la sua fame di vendetta oppure c’è qualcos’altro? Forse c’è qualcos’altro.
La ricandidatura forzosa in assenza (apparentemente) di personaggi vincenti. Il Piano Regolatore Generale che è uno dei cavalli di battaglia del Sindaco e via dicendo. Di fronte alle preoccupazioni per le sorti dell’amministrazione comunale si assiste ad un fiorire di liste civiche o pseudo tali che offrono garanzie di alta governabilità da verificare poi sulla base dei nominativi che le compongono. Personalmente ritengo ancora valido il progetto da me prospettato nel maggio del 2004 e cioè la costituzione di una “GRande ALleanza? che vada oltre i partiti ma anche oltre gli schieramenti con l’unico obiettivo di salvaguardare gli interessi della nostra bella città che merita migliori e più qualificati amministratori. Un invito pertanto non solo agli uomini (ed alle donne, in realtà pochine) di buona volontà, ma a tutti quelli che amano San Benedetto a non lasciare che sia solo una questione di posizione (di qua o di là) a decidere il nostro futuro. Lo so, non è una cosa semplice da realizzare ma almeno pensiamoci. Nel frattempo faccio un invito ai partiti politici. Che siano più diligenti nella stesura delle liste facendo una seria selezione delle persone che vanno a candidare, evitando di trainare in consiglio comunale tutta una serie di cialtroni, ciarlatani ed opportunisti che, per qualche manciata di voti rimediata con enorme spreco di energia, pretendono di saper amministrare, quando non sono in grado nemmeno di fare l’amministratore di un condominio (con tutto il dovuto rispetto per i professionisti che se ne occupano).
Chi sceglie di candidarsi al governo della città deve sapere che oggi non può più essere tollerato il perseguimento di interessi personali nella gestione della cosa pubblica. Fare politica è una missione che deve procurare vantaggi solo alla collettività. Chi non lo capisce è bene che se ne resti a casa e lasci il compito ad altri. Bisogna essere preparati ed avere le giuste competenze, altrimenti si perde solo tempo e questo, San Benedetto non se lo può più permettere (il Turismo sta morendo per mancanza di investimenti, fra dieci anni conteremo il 50% in meno di presenze; la viabilità mostra tutti i suoi evidenti limiti; i Servizi languono; la Pesca soffre; la Disoccupazione aumenta; il deserto culturale riprende ad avanzare. Il tutto, fatte salve sporadiche e lodevoli iniziative di privati, peraltro fortemente contrastate da qualche “balordo? che, per non saper fare niente di utile, almeno vorrebbe distinguersi per qualche danno).
*Alceo Spinozzi Com. Promotore GR.AL Grande Alleanza per San Benedetto

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