Politica. A parte una stagione estiva che va avanti tra alti e bassi anche per questioni climatiche, due sono gli argomenti che in questi giorni stanno appassionando i cittadini sambenedettesi. La politica per le impreviste (anche se qualcuno ritiene che siano state studiate nei minimi particolari) dimissioni del sindaco Domenico Martinelli: quanto sono lontane le immagini di maggio 2002 quando Martinelli e alleati si abbracciavano ebbri di gioia. La Sambenedettese per i segreti (se continua così, fra poco li definiremo “di Pulcinella?) che avvolgano le trattative attuali a proposito di nuovi proprietari.
Martinelli, a parer mio, ha tirato la corda fino ad un certo punto poi ha mollato facendo cadere a terra quelli (quasi tutti) che tiravano il capo dalla parte opposta. Giusto così perché ultimamente era rimasto con pochissimi amici (Bagalini e non so chi) e quindi governare era per lui diventato impossibile. Ci avrei messo anche Marco Lorenzetti ma i suoi ultimi pensieri sul segretario dell’Udc, Turano (e quindi su Ciccanti) lasciano credere che il Partito non la pensa come lui. Ora Pasqualino Piunti (prima di martedì 16 quando ci sarà un summit di An) sta raccogliendo gli stracci per un salvataggio in extremis che assomiglierebbe alle tante salvezze in serie B della nostra amata sambenedettese.
Samb, appunto, che sta vivendo nuovamente un periodo travagliato, dopo le illusioni di un anno fa. Le illusioni (di una società finalmente tornata a fondarsi sul settore giovanile) si sa fanno male e, per questo motivo, mi sono apparsi molto fuori luogo i ringraziamenti del presidente della Samb agli ex ‘dirigenti’ D’Ippolito e Scaringella. La curva nord fischiando, e quindi disapprovando le parole di Umberto Mastellarini, hanno dato un grande segnale di maturità e fatto capire (chi ha orecchi intenda) che non accetteranno più tutti i segreti che hanno caratterizzato l’assetto societario di un anno fa. Sento ora parlare di gruppo finanziario solido, di persone di Pavia che vogliono far grande la Samb. Può essere tutto vero ma prima devono farci (penso di poter parlare a nome dei miei concittadini) capire quali sono i reali motivi che li hanno spinti alla scelta. Non mi scandalizzerei se i motivi fossero legati ad un possibile business, ritenendo che la Samb ha tifosi splendidi e numerosi, che lo stadio è capiente e così via. Sarebbe un motivo plausibile che va però esercitato in modo trasparente che più trasparente non si può. Soltanto in questo caso potrebbe essere accettato. Per esempio, quando venne a San Benedetto un certo Antonio Venturato, si dicevano inizialmente le stesse cose che si sono dette poi di molti altri. I primi a parlare di progetto triennale ed in piena umiltà sono stati Mastellarini e C. ma poi sapete tutti come è finita. Chi verrà (da Pavia o da Agrigento) adesso troverà una piazza ancora una volta delusa e diffidente perché non vuole essere più ingannata o illusa. Quindi ai nuovi proprietari chiedono trasparenza, trasparenza e trasparenza. Senza la quale credo che la maggioranza dei tifosi preferirebbe campionati anonimi ma con prospettive di lunga vita. I bluff portano ad una sola conclusione, la radiazione dai campionati di calcio. Alla Samb è già successo e non deve più ripetersi. Quindi chiarezza, chiarezza e ancora chiarezza. Chi non ha intenzione di farla è meglio che rimanga dove stava.
Nazzareno Perotti

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