Politica. La situazione è fortemente critica. Principalmente per la rottura all’interno di An. Luca Vignoli e Giorgio De Vecchis (con Benito Rossi) sono ai ferri corti. Da loro dipende la sorte della giunta Martinelli. Non vogliamo caricarli di eccessiva responsabilità e dare a loro il peso delle conseguenze ma, a questo punto, non mi sembra molto logico puntare i piedi (anche se ne avessero tutte le ragioni che sinceramente non mi sento di negare). Ora è più importante trovare il modo per condurre a termine il mandato piuttosto che mandare tutto all’aria. Anche il cambio delle deleghe è comunque inutile visto il poco tempo rimasto a disposizione. Allo stesso La Manna, a parte il prestigio di aver ricoperto la carica di Assessore del comune capofila della Riviera delle Palme, mancherà il tempo per rendersi utile. Gli attuali consiglieri, secondo me, dovrebbero favorire la fine indolore del mandato e iniziare a proporre seriamente un programma futuro più chiaro sin dalla partenza, in funzione della prossima consultazione per il nuovo sindaco. Ritengo infatti che la giunta Martinelli è nata con qualche compromesso di troppo e un pressapochismo che non ha favorito l’andamento regolare della vita amministrativa.
Mentre sto scrivendo è arrivata (non a sorpresa) la notizia delle dimissioni del sindaco Martinelli. Per 20 giorni toccherà al vice Pasqualino Piunti cercare di evitare il commissariamento. Le capacità di mediazione dell’attuale reggente sono conosciute. Toccherà ora alle varie componenti (Forza Italia per esempio non dovrà mutare adesso le proprie strategie), opposizione compresa, farsì che si arrivi serenamente a maggio per recuperare il tempo perso. Credo che convenga a tutti. I cittadini in questi momenti così delicati, sono molto attenti e i passi falsi potrebbero pagarsi cari alle prossime elezioni amministrative.
Samb. Nemmeno in casa Samb si possono fare salti di gioia per la situazione in cui versa. Anche lì probabilmente gli accordi tra Mastellarini, Paterna e D’Ippolito hanno peccato di superficialità. Non si spiegano altrimenti i tentennamenti attuali. Il segreto delle quote, infatti, ha fatto semplimente il gioco di D’Ippolito che è uscito dall’im¬pegno preso in modo abbastanza strano. Il suo 40% di quote (pare a nome della moglie Valeria) è tornato gratuitamente alla società rossoblù. Probabilmente perchè frutto di accordi iniziali, anch’essi comunque abbastanza anomali. Ora i Mastellarini si ritrovano con un 10% in mano ed un altro 80% che non sono in grado di gestire, l’altro 10% non saprei. Confido nel loro amore per la Samb che non dovrebbe portare Umberto a salvare il salvabile (suo) cedendo le quote a persone non di sicuro affidamento. In passato tutti i dirigenti arrivati fuori da San Benedetto hanno portato al fallimento (Venturato) e a sfiorarlo (Gaucci). Mi spiace molto ma devo ammettere che in Ascoli, nonostante problemi simili ai nostri, non hanno permesso mai l’avvicinamento alla società di personaggi stranieri. Sento parlare di milanesi, Dossena, Vignola ecc.. I primi sono tuttora sconosciuti (frasi del tipo che potrebbero acquistare dieci Samb, a me fanno paura), gli altri sono semplicemente giocatori che stimavo in campo. L’unica mia speranza è che, una volta tanto, l’eccezione confermi la regola. Ci credo poco ma non posso fare di più.

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