ANCONA – Le opere esposte alla Mole Vanvitelliana di Ancona documentano il percorso artistico di Manzù dal 1940 fino alle ultime opere realizzate, secondo un allestimento che si snoda attorno al mito di Ulisse e che dedica a questa opera del grande maestro il compito di guida espositiva.
La mostra anconetana, curata da Eric Stengraber Alberto Fiz e da Marco Vallora, è promossa e organizzata dal Museo Tattile Statale Omero, in collaborazione con lo Studio Copernico di Milano, con il contributo della Regione Marche, della Provincia di Ancona e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comune di Ancona.
Le opere di Manzù saranno inserite nella splendida cornice della Mole Vanvitelliana, architettura di grande prestigio progettata nel 1733 da Luigi Vanvitelli. Baluardo difensivo a pianta pentagonale, il Lazzaretto rappresentava una sorta di cittadella autosufficiente, capace di ospitare 2000 persone, contenere decine di migliaia di metri cubi di merci, riservare centinaia di migliaia di litri d’acqua grazie a un sistema sofisticato di raccolta delle acque.
In questa scenografica struttura saranno ospitati i lavori dello scultore lombardo. Tra le sue opere più famose, è la serie di bassorilievi dedicata alle “Crocifissioni”, iniziata nel 1936 sino al 1946: con stile classicheggiante e un pathos che si richiamava a Donatello, Manzù si serviva dell’iconografia cristiana per simboleggiare la resistenza alle brutalità del regime. Dopo la guerra, l’arte dell’artista ha assunto un accento meno drammatico, e le sue attenzioni si dedicheranno a la realizzazione della ‘porta della morte’ per la Basilica di S. Pietro a Roma, la ‘porta della pace e della guerra’ per la Chiesa di S. Lorenzo a Rotterdam, oltre ad altre nel Duomo di Salisburgo e nel Rockefeller Center di New York
La mostra su Giacomo Manzù sarà visitabile tutti i pomeriggi dalle 15.30 alle 19.30. la domenica anche dalle 9.30 alle 12.30. Chiuso il lunedì. Il costo del biglietto intero è di euro 2,00. Ridotti 1,50.

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