Sambenedettese Calcio. In un paio di giorni tutte le sicurezze intorno alla società rossoblù si sono volatizzate e, praticamente, tutto è tornato come nell’agosto scorso o quasi. Anche allora l’unica cosa certa era l’iscrizione (almeno all’apparenza) al campionato. Di ambizioni, probabile formazione tipo, neanche a parlare, la precarietà regna sovrana. Per fortuna (non ho motivazioni valide per pensarla diversamente) abbiamo Umberto Mastellarini che non sarà un magnate (non lo è sicuramente) ma un dirigente vecchio stampo sì. Ha fermato in tempo Vincenzo D’Ippolito che ha dato dimostrazione di essere un ottimo affarista e conoscitore di calciatori ma assolutamente affatto innamorato della Samb, alla quale voleva dare gli scarti dei suoi guadagni. Un ringraziamento doppio va alla famiglia Mastellarini perchè, dopo aver presentato l’avvocato come un uomo di calcio ma anche di fede, ha avuto la forza di ammettere l’errore e uscire allo scoperto: non ci sono i soldi per portare avanti una squadra di C1, tanto meno per ripetere le prodezze del torneo scorso. Dimostrazione che i Mastellarini sono persone passionali e oneste. Io le preferisco ai vari Venturato, Agnello e tantissimi altri che affollano attualmente il mondo del calcio. Fossi l’imprenditore (nel campo dell’export-import) di Monsampolo del Tronto con il quale il presidente rossoblù si è incontrato oggi, darei una mano a Gabriele e Umberto. Se è della stessa pasta dei due giuliesi, qualcosa di serio e duraturo si costruirà. Auguri.

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