ROMA – Il Torino Football Club vede la serie B. Una buona notizia dopo tanta amarezza granata. Ieri sera ha dato il proprio parere favorevole all’offerta-rilancio di Torino la commissione per il Lodo Petrucci, guidata dall’avvocato Giancarlo Gentile e composta dai presidenti di Lega Adriano Galliani e Mario Macalli e dell’avvocato Leo Grosso, in rappresentanza dell’Assocalciatori, assistiti dal notaio di rito. Bocche cucite sull’entità della “cifra” promessa, con regolare fideiussione, per aggiudicarsi la prossima partecipazione al campionato di serie B. Cifra, ovviamente a sei zeri, perché lo statuto del Lodo parla espressamente di “congruità” dell’offerta rispetto al valore sportivo del titolo che ci si vuole aggiudicare, e che andrà ad impinguare anche il Fondo di garanzia a fine carriera dei calciatori. Tutto a posto per il nuovo Torino? Sembra proprio di sì, anche se formalmente sarà il Consiglio Federale di giovedì 11 agosto ad assegnare i posti a disposizione per il Lodo.
Dopo il pronunciamento, tra il 9 a sera e il 10 agosto del Consiglio di Stato sui ricorsi contro le “non iscrizioni” al campionato. Di solito, però, si dice a via Allegri, per competenza e importanza della Commissione di Gentile, Galliani, Macalli e Grosso, il Consiglio Federale si associa al giudizio sull’ammissibilità al Lodo. Perugia aveva già saltato tutte le incombenze per aggiudicarsi il Lodo e andare a giocare in serie C1. Ma il sindaco del capoluogo umbro, Renato Locchi, non si rassegna e a sorpresa sfodera una ardita teoria, che ha messo nero su bianco in una lettera inviata a Carraro. Per concorrere addirittura all’eventuale ripescaggio in serie A al posto del Genoa. Dopo aver espresso al capo del calcio “i sentimenti dei tifosi perugini – scrive il sindaco Locchi – che vivono la profonda frustrazione di vedere le sorti sportive della loro squadra così precarie e penalizzate e che, nonostante tutto, anche in questi giorni così difficili, si stanno comportando con equilibrio e serenità, esempio non trascurabile in un mondo del calcio abitualmente sopra le righe e portato all’eccesso”. Specifica il primo cittadino di Perugia le ragioni che “inducono a ritenere, per logica e buon senso, prima che per stretto diritto, al termine del campionato trascorso, in virtù delle vicende dolorose che hanno investito il Genoa, alla squadra umbra competa l’iscrizione alla serie A”.
A via Allegri nessuno salta dalla poltrona, ma si fa ufficiosamente notare che il Lodo Petrucci è già un provvedimento di clemenza e di rispetto di un centro importante per il calcio, ma prescrive che si scenda di una categoria rispetto al campionato a cui avrebbe partecipato la società esclusa. Perugia, dunque, dalla serie B alla C1. Senza alcuna possibilità a ripescaggi, per altrui rovesci disciplinari. Con buona pace degli uffici legali e quant’altro. Buona pace, dopo tanta agitazione anche per Salerno, che sembra avviata ad aggiudicarsi il Lodo per prendere parte al campionato di C1. Può star stretto alle aspirazioni dei tifosi doc, ma questa strada è quella scelta per salvare il calcio professionistico di un grande centro, anche se può non piacere.
Stesso discorso seppure in chiave più modesta vale per Andria, Benevento e Ferrara (orfana della Spal). Sono a posto con l’offerta-rilancio per aggiudicarsi il Lodo e andare nel campionato di C2 in fase di ripescaggio. Un ennesimo distinguo merita Gela. Nonostante i molteplici e, affettivamente, giustificati discorsi e presupposti locali, il capoluogo siciliano era già stato escluso nella fase precedente dalla partecipazione al Lodo Petrucci. Non ha preso parte alla giornata di ieri delle offerte-rilancio. A Gela resta solo la flebile speranza dell’accoglimento dell’ultimo ricorso al Consiglio di Stato di martedì 9. Difatti gli spazi del Lodo Petrucci verranno ufficialmente aggiudicati dal governo del calcio due giorni dopo a bocce fredde.
Fonte: gazzetta.it

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