SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Vincenzo D’Ippolito, Hector Ortega e tutta la tifoseria rossoblù. Dopo la sfiducia data dalla società a Vincenzo D’Ippolito, referente di un azionista di minoranza (chi? occorre fare i nomi: sia di chi ha la maggioranza e sia per chi ha quote minoritarie), nella serata di venerdì, domenica è arrivato il coup de theatre di Ortega: “Mi dimetto perché la situazione della società non è chiara, e perché per il bene della Samb è meglio che certe cose escano fuori subito e non il 15 settembre?, ci ha ricordato ancora ieri. “Per rispetto dei miei ragazzi – continua – ho lasciato con loro il preparatore atletico Bianconi, che è la figura maggiormente necessaria in questo momento. Non li ho abbandonati?.
Caccia al sostituto? Volano i nomi di Gentilini, autentica carta di ritorno (accostato alla Samb almeno cinque volte in due anni), e di Ballardini, adesso a spasso dopo la rottura e i veleni con D’Ippolito.
Ma non è che il vecchio Umberto ti scompagina tutti i giochi? Nel tardo pomeriggio di ieri era nella sede della Samb ma non è escluso che il presidente rossoblù cerchi di prendere in mano la situazione e magari proporre ad Ortega (che i Mastellarini continuano a definire una “brava persona che si è anche scusata per non averci informato direttamente delle sue dimissioni?) di continuare l’avventura in rossoblù nonostante il ridimensionamento di D’Ippolito, suo primo estimatore. La mossa sarebbe una vendetta non tanto fredda nei confronti del consulente di mercato, che si vedrebbe escluso totalmente dalla sede decisionale.
Certo, converrebbe che le due parti tornassero d’amore e d’accordo come qualche tempo fa. Ma oramai il dado è stato tratto.

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