SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Chiudiamo l’ombrellone contro l’aumentone?, questo il tormentone dell’estate 2005 nella Riviera delle Palme. In questo caso non si tratta però dell’immancabile canzonetta che allieta l’assolata estate picena, bensì di un una vera e propria richiesta di soccorso che coinvolge operatori turistici e bagnanti della zona, i quali si ribellano energicamente al rincaro del demanio del 300%.
Ombrelloni serrati dunque dalle 9 alle 11 di oggi, quando il simbolico gesto starà a significare la netta opposizione ad un aumento che rischia di distruggere le piccole aziende turistiche del nostro territorio.
Il rincaro doveva essere applicato già dall’estate del 2004, fino ad arrivare all’ennesimo rinvio della decisione finale, stabilito per il 30 ottobre.
Un rinvio che non tranquillizza gli operatori turistici della Riviera, i quali si dicono uniti nel combattere la deleteria disposizione che coinvolge l’intero territorio nazionale.
Stefano Schiavi dello stabilimento di San Benedetto Nadia commenta: “I soldi non ci sono, eppure continuano ad aumentare i costi di qualsiasi cosa. Posso capire un adeguamento dei prezzi ma questo aumento del 300% è decisamente esagerato?.
Dello stesso avviso Enio Cipolloni, titolare dello chalet Nord Est di Grottammare, il quale ritiene spropositato un aumento che danneggia pesantemente la sua attività e le vacanze dei suoi bagnanti: “I miei clienti sono con me nel combattere una legge assurda, la proroga della decisione al 30 ottobre ci fa ben sperare affinché in questi due mesi ci si riesca ad attivare concretamente per giungere alla risoluzione del problema?.
La pensa diversamente Giuseppe Ricci, titolare dello chalet di San Benedetto Stella Marina ed ex Presidente della Fiba (Federazione Italiana Balneari) Confesercenti, il quale ritiene che il rinvio della decisione potrebbe ritorcersi contro la categoria degli operatori balneari:“In questo modo la decisione verrà presa in un periodo nel quale sarà più difficile catturare l’attenzione della gente. Ad ottobre noi titolari degli chalet saremo più vulnerabili e difficilmente potremo attivarci con iniziative come quella della chiusura degli ombrelloni?.
Ricci è stato il principale promotore dello “sciopero? degli ombrelloni e si batte attivamente affinché la categoria degli operatori balneari sia rispettata.
“Le nostre richieste sono semplici e chiare: vogliamo che le spiagge della regione Marche siano considerate di categoria C, una categoria che è stata assegnata a coste di primaria importanza come quelle della riviera romagnola o della toscana e che comporta tasse meno alte. Inoltre esigiamo un maggiore controllo della costa da parte dello Stato: il 50% degli operatori occupa la spiaggia abusivamente, quindi, prima di pagare noi che siamo in regola, è doveroso far rispettare a tutti la legge?.
Prima di una risoluzione definitiva del problema rincaro Ricci lancia due proposte che andrebbero ad agevolare la categoria e l’intero settore turistico italiano: “Il turismo italiano è in crisi e per essere competitivi con le altre nazioni dobbiamo puntare su servizi innovativi. I soldi che versiamo allo Stato dovrebbero essere utilizzati per investire in questo senso, per dare un forte scossone ad un settore che ci ha portato al quinto/ sesto posto nella classifica delle nazioni turistiche?.
Abbiamo chiesto a Ricci il motivo dell’abbandono della sua carica di presidente della Fiba, domanda alla quale il concessionario ha risposto senza mezzi termini: “La Fiba sta scendendo a compromessi con la Confcommercio e lo Stato prendendo misure che a mio parere agevolano gli stabilimenti più grandi e danneggiano, come spesso accade, quelli più piccoli. Colpire le micro imprese per salvaguardare quelle più grandi non mi sembra una soluzione opportuna?.
Nel frattempo sembra che operatori della Confersercenti siano passati per gli stabilimenti balneari, suggerendo agli operatori di non aderire alla serrata degli ombrelloni. Un comportamento che denoterebbe nella Riviera delle Palme una grave mancanza di collaborazione e coordinamento tra i commercianti e le associazioni che li tutelano.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 475 volte, 1 oggi)