SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I concessionari di spiaggia protestano. Uniti. La proposta dell’ITB (Imprenditori Turistici Balneari Marche) di chiudere gli ombrelloni, dalle ore 9 alle ore 11 di oggi, contro l’ipotesi del rincaro del demanio del 300% trova ampi consensi fra i titolari degli chalet della Riviera delle Palme.
Tutti infatti si dicono d’accordo sul fatto di serrare gli ombrelloni per quella data, e anzi in diversi si augurano che in seguito ci siano delle manifestazioni anche più eclatanti per far discutere sul tema. Ricordiamo che a norma di legge il rincaro doveva essere applicato già nell’estate 2004 (ma nessun Comune in Italia lo ha fatto). Anche nell’estate 2005, fino ad ora, nessun ente locale ha inviato le cartelline contenenti il salasso.
“Cercheremo di sensibilizzare i nostri clienti alla chiusura degli ombrelloni – spiega Franco Capriotti dello chalet Bacio dell’Onda, concessione numero 1 di San Benedetto – Certo, non possiamo imporre di chiudere l’ombrellone a chi paga per questo servizio, ma da precedenti esperienze abbiamo sempre notato che da parte dei turisti c’è una notevole partecipazione?. Capriotti ha le idee chiare sul temuto rincaro del demanio: “Bisogna spiegare che l’aumento del 300% corrisponde a quattro volte il canone attuale. In seduta pubblica, in un’assemblea nazionale a Rimini, ho invitato tutti a limitare il pagamento alle sole quote attuali, evitando di pagare l’aumento del 300%. Devo dire che le associazioni che ci dovrebbero proteggere, come la Confesercenti e la Confcommercio, mi sembrano abbastanza morbide su questo problema?.
“Chiuderemo anche noi gli ombrelloni – spiega Silvio Sebastiani dello chalet Malibù, concessione numero 100 di San Benedetto – Credo che questa idea di aumentare il canone demaniale sia la più grossa stupidaggine che può fare il governo. Con questa decisione saremo costretti ad aumentare i prezzi e mi chiedo: come può un operaio che guadagna 900 euro al mese trovare i soldi? Ci sarà uno spostamento di massa verso le spiagge libere, già stracolme, che però sono sporchissime. Chi ci rimetterà alla fine? Penso i bambini, che non potranno più usufruire di servizi adeguati?. Il signor Sebastiani non concorda con l’opinione di Franco Capriotti: “Le associazioni non possono fare tantissimo: chi ha il potere comanda e gli altri devono obbedire. Ad ogni modo siamo favorevoli ad ulteriori iniziative di protesta, anche se non sarà facile sensibilizzare i turisti?.
“Ci dicono che l’inflazione è al 2% – afferma Vincenzo Scartozzi dello chalet Stella di San Benedetto, concessione numero 99 – Ma allora come si può programmare un aumento del 300%? Aderiremo alla chiusura degli ombrelloni, ma credo che sia troppo poco, nessuno rischia di accorgersene, specie se dovesse essere una giornata nuvolosa. Occorrerebbe comportarsi come stanno facendo i pescatori sambenedettesi: non ho idee ma andare a protestare a Roma non sarebbe sbagliato. Aderiremo a qualsiasi iniziativa di questo genere?.
Poco più a nord, a Grottammare (sempre nella Riviera delle Palme), abbiamo ascoltato il parere di Roberto Evangelisti dello chalet Lo Scoglio, concessione numero 26: “Un mio parere? Non posso dire tutto quello che penso… Credo che la scelta del governo sia veramente fuori dal mondo. Se diventasse veramente realtà, una soluzione ci sarebbe: chiudere, vendere tutto e trasferirsi ai Caraibi, dove poter lavorare in pace!? Riguardo la sensibilizzazione dei turisti, Evangelisti è scettico: “Aderiremo alla protesta ma vedo che i turisti non hanno grande sensibilità per questo tema. Se poi il costo di un ombrellone salisse da dieci a trenta euro, allora le cose cambierebbero: ma molti di loro non verrebbero più al mare! Un altro guaio è che noi concessionari siamo poco uniti: servirebbe qualcuno capace di coagulare tutte le richieste per rafforzare la nostra protesta?.

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