SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo le sentenze del Consiglio Federale del 15 luglio che essenzialmente hanno rispecchiato quanto sancito dalla Co.A.Vi.So.C, è cominciata la corsa dei vari club interessati, per fare ricorso.
Infatti sono numerosi i club pronti a presentare ricorso come “terzi interessati” avverso i club salvati dalla Co.A.Vi.So.C. Per quanto riguarda classifiche di ripescaggi e posti disponibili, è chiaro che siamo di fronte ad una situazione del tutto provvisoria dato che anche la giustizia ordinaria con T.A.R. prima e Consiglio di Stato poi, dovranno fare il loro corso. E c’è ancora da completare l’iter della giustizia sportiva con l’ultimo grado d’appello.
In merito a questo, i ricorsi alla Camera di Conciliazione del Coni (che rappresenta per l’appunto l’ultimo grado d’appello della giustizia sportiva) vanno presentati entro il termine perentorio delle ore 24 di oggi 18 luglio. A questo ricorso sono interessate oltre che le squadre “danneggiate” dalle decisioni della FIGC, anche e soprattutto quelle escluse dalla Co.A.Vi.So.C.
Nel frattempo, le bocciate di C1 potranno anche cominciare tutte le procedure per il Lodo Petrucci. Entro lo stesso termine perentorio dovrà pervenire alla FIGC la “manifestazione di interesse” da parte della città con la relativa documentazione; mentre l’offerta con la relativa documentazione dovrà pervenire alla Federcalcio entro il 25 luglio. L’organico della Commissione per il “Lodo Petrucci” è composta dai consiglieri federali Galliani, Macalli, e Grosso e dall’avvocato Giancarlo Gentile. Chi non aderirà al Lodo Petrucci entro i termini stabiliti rischia di restare almeno un anno senza calcio. Sono intenzionate ad usufruire della norma che porta il nome del presidente del Coni cinque società di C1 su otto bocciate. Si tratta di Benevento, Fidelis Andria, Reggiana, Spal e Venezia. Benevento e Spal procederanno in parallelo la loro battaglia legale per cercare di salvare una categoria difesa sul campo; alle altre (Fermana, Gela e Torres) non resta che sperare nei buoni uffici dei propri legali sportivi, perché in caso di bocciatura definitiva perderebbero il calcio professionistico.
Fonti: c1siamo.com e tuttalac.it

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