SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una numerosissima delegazione di marittimi sambenedettesi si è recata ieri presso il Ministero alle attività produttive per un incontro con il sottosegretario Scarpa.
Le marinerie contestano gli elevati aumenti del costo del gasolio, che vanno ad incidera sul 50% del loro fatturato mensile.
Una situazione che va a incidere pesantemente sul bilancio dei nostri pescatori, i quali si devono adeguare a normative Cee poco in linea con la nostra realtà.
Insieme ai sambenedettesi, giunti con due pullman per un totale di circa cento persone, rappresentanze di diverse marinerie dell’Adriatico.
Nel primo incontro di ieri mattina i quattro rappresentanti di San Benedetto – Umberto Cossignani, Pietro Merlini, Franco Bruni e Giuseppe Cilfoni – hanno discusso con Scarpa il periodo in cui fermare le attività marittime.
Dalla discussione si è deciso che il fermo biologico si farà negli ultimi giorni di agosto (dal 13 al 28) e settembre (dal 15 al 30).
Nel pomeriggio si è invece discusso il più ostico argomento del caro gasolio.
Nel frattempo cresce il malcontento dei marittimi sambenedettesi, i quali, infastiditi dal ritorno in mare dei pescatori abruzzesi, si preparano a rimettersi al più presto al lavoro

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