SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una calda mattinata di contestazioni ha movimentato Via Volta. Residenti della zona, albergatori e turisti si sono spostati in massa verso il Municipio per reclamare il posizionamento dell’antenna Vodafone sul tetto dell’Hotel Holiday. Ad accendere ulteriormente gli animi concorre il grave fatto di cronaca che vede l’aggressione di Alessandro Coccia, dirimpettaio dell’Hotel che dichiara di essere stato malmenato dagli operai che montano l’antenna.
Dopo un breve confronto con l’Assessore Poli il gruppo si è spostato in Via Volta, dove ha iniziato una pacifica occupazione del suolo pubblico. Un gruppo di ragazzini si siede in mezzo alla strada e qualcuno intona motivi contro i titolari dell’Holiday, nell’attesa che qualcosa si muova.
“Abbiamo cercato un dialogo con gli operai – ci spiega la signora Verilde Traini – ma la risposta dei giovani è stata violenta e ingiustificata. E’ vergognoso che i lavori stiano continuando indisturbati?.
Loredana Speca, titolare del Residence Cristina, è ferma nelle sue richieste: “Vogliamo che i lavori siano interrotti al più presto. Parlo sia come madre di famiglia residente in questa zona che come titolare di un residence: non possiamo esporre i nostri bambini e i nostri turisti a rischi di nessun genere. I turisti vengono a San Benedetto per riposare e stare tranquilli, come possono farlo se esposti ad antenne potenzialmente dannose per la salute? I miei clienti sono preoccupati e non so quanto la città possa guadagnare da questa situazione?.
Rosa Boni puntualizza: “Non possiamo correre il rischio che questi ripetitori ci rovinino la salute, dobbiamo salvaguardare i nostri figli da pericoli evitabili come questo?.
Anche i più giovani sembrano allarmati dalla situazione, come il diciassettenne Valerio Pignati, il quale teme gli effetti delle numerose antenne sugli abitanti della zona.
I titolari dell’Hotel Holiday nel frattempo non rilasciano dichiarazioni e sembrano ignorare la protesta. All’arrivo dei Carabinieri la contestazione si placa,il Comandante Crescenzi spiega come tutto debba rimettersi nella mani dell’ARPAM e la strada torna ad essere transitabile.
Tra malumori e polemiche il folto gruppo di contestatori sembra doversi rassegnare a correre i presunti rischi della diffusione selvaggia di antenne in città.

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