SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ha chiuso i battenti la terza edizione del Festival internazionale di danza orientale “Da Oriente a Occidente: una danza per la pace? lasciando dietro di sé clamori e applausi a scena aperta. I clamori sono quelli dell’opinione pubblica per aver avuto il coraggio di portare in scena, nella stessa giornata dei sanguinosi attentati di Londra, uno spettacolo multirazziale di grande spessore con artisti di lingua italiana e araba che ha fatto segnare un punto per la pace. Gli applausi a scena aperta invece sono quelli tributati dal folto pubblico del Palacongressi al maestro egiziano Ashraf Hassan per la sua esibizione nei panni di Federico II. Il passo di chiusura del festival è avvenuto con un’interessante conferenza sul tema “La danza orientale al maschile? nel corso della quale Hassan ha illustrato con dovizia di particolari i vari stili e altri particolari, tra i quali le capacità curative della danza orientale. “Sono molto contento di aver preso parte a questo festival – ha detto il maestro cairota – sia l’organizzazione che la città mi hanno colpito molto e penso proprio di tornare. Ho trovato un ambiente con la giusta mentalità verso la danza orientale e con una cultura aperta verso le nostre tradizioni, la danza in particolare.? Nel corso della conferenza Hassan ha parlato di come la danza orientale, di origini egiziane, sia stata esportata negli Stati Uniti prima ed in Germania poi, dove approdò all’inizio degli anni ’80. Da lì ha poi preso la strada verso l’Italia dove all’inizio veniva guardata come una cosa un po’ originale per divenire poi una moda, un cult, che oggi viene ballata anche nei teatri e non solo nei ristoranti come intrattenimento per i clienti. “Nella danza orientale – ha detto Hassan – ci si muove con sentimento, perché è un ballo emozionale, nel corso della quale traspare l’aspetto interiore della persona. E’ sbagliato chiamarla danza del ventre perché si muove il corpo intero, non solo il ventre.? Al termine della conferenza sono stati conferiti gli attestati di superamento dell’esame sostenuto alla presenza del maestro Hassan e quelli di partecipazione agli stage. Alla terza edizione del festival di danza orientale, organizzato dall’Associazione Culturale Maeva di Najma Asani e dal Centro Asani di Porto d’Ascoli, hanno collaborato l’Amministrazione provinciale di Ascoli Piceno e le aziende Il Sarto del Carnevale di Centobuchi, lo Studio Moonlight di Franco Disidoro, Creazioni Moda Plume, Mobili d’arte Barassi Adriano, Profumeria Medici, Blooming piante e fiori, Radio Azzurra, La Medina di Porto San Giorgio, il fotografo Alberto Archivi e la palestra Lion’s.

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