ROMA – In 23 sono fuori dai giochi. La Covisoc ha bocciato 13 club di C1 e 10 di C2, compresa la Canzese, la cui documentazione non è stata presa in esame, avendo la società lombarda rinunciato all’iscrizione alla C2. Come anticipato, la Commissione del professor Cesare Bisoni ha fatto una strage, confermando tutte le esclusioni della Lega di C e bocciando altri 13 società. Tutti i club potranno presentare ricorso alla Coavisoc, ma per alcune squadre il destino è ormai segnato, ed il Consiglio Federale del 15 luglio non potrà che escluderle studiando, in alcuni casi, la possibilità dell’applicazione del Lodo Petrucci. Una norma che, giova ricordarlo, in C è applicabile per le società escluse dalla C1 che negli ultimi dieci anni hanno militato fra A e C2, o che vantano venticinque anni di affiliazione alla FIGC non consecutivi. Ecco tutti i casi delle squadre bocciate.

SITUAZIONI IRRECUPERABILI: Benevento, Fidelis Andria, Reggiana, Teramo, Venezia, Canzese, Como, Sora.
SITUAZIONI DIFFICILI: Fermana, Foggia, Gela, Spal, Latina, Pro Vasto, Rosetana, Vis Pesaro.
SITUAZIONI FACILI: Lumezzane, Pro Patria, Torres, Castel San Pietro, Cavese, Imolese, San Marino.
Vediamo ora il quadro della terza serie.
BENEVENTO. La situazione è compromessa. 1,4 milioni di debiti con l’Erario rendono impossibile qualsiasi ricorso. L’ingresso di nuovi soci non si è concretizzato, e a questo punto non si può che lavorare per costituire una nuova società e ripartire dalla C2.
FERNANA. Sembra che alcune liberatorie non siano state consegnate in tempo. Dal punto di vista patrimoniale, la società non dovrebbe avere problemi a dimostrare di essersi messa in regola in tempo, ma se le ricevute dei calciatori non sono state consegnate entro i termini perentori, il rischio esclusione è alto.
FIDELIS ANDRIA. Molto probabilmente la società non presenterà ricorso alla Coavisoc. Il presidente Fuzio aveva ribadito da tempo la sua volontà di cedere, e dopo aver assicurato la corrispensione degli stipendi ai tesserati, la fideiussione non è mai arrivata. Il sindaco Zaccaro è al lavoro per la prosecuzione del calcio ad Andria, ma in serie C2.
FOGGIA. Il ricorso è pronto, ma le liberatorie sono arrivate oltre il termine perentorio del 23 giugno. Inoltre, qualche intoppo di troppo nella cessione del club a Coccimiglio ha ritardato alcune operazioni burocratiche. Difficile che il club passi il terzo grado di giudizio, dopo essere stato bocciato nei precedenti due. Inapplicabile il Lodo Petrucci: l’US Foggia ha appena un anno di vita, e in caso di bocciatura-bis della Coavisoc, il calcio a Foggia ripartirebbe dalle categorie dilettantistiche.
GELA. Le liberatorie sono arrivate in ritardo, così come la fideiussione. In più, l’Enpals non è stato pagato completamente. La situazione è molto difficile, ed il rischio che i siciliani debbano rinunciare ad una storica promozione in C1 è concreto. Attivissimo il sindaco Crocetta insieme alla cordata-Carrabino, che ha rilevato il club dalle mani del duo Romano-Cammarata. Ma basterà?
LUMEZZANE. Esclusione a sorpresa quella del club lombardo, ma la situazione appare rimediabile. Alla base dell’esclusione vi è infatti una carenza patrimoniale che la società dovrà dimostrare di aver regolarizzato entro e non oltre il 5 luglio. C’è fiducia.
PRO PATRIA. La situazione sembra risolvibile ed è simile a quella del Lumezzane.
REGGIANA. La C1 è irrimediabilmente persa: la società non presenterà neanche ricorso alla Covisoc. A rischio anche la C2 con il Lodo Petrucci, per il quale la cordata formata dagli ex presidenti del club, Vandelli e Fiaccadori, sta cercando di muoversi per tempo.
SPAL. Manca la dichiarazione dell’Agenzia delle entrate che attesti la “lite non temeraria” fra le parti. La Spal, pur avendo un’esposizione limitata, è nelle stesse condizioni di Messina, Torino, Perugia e Salernitana, squadre escluse fra A e B. Difficile che si possa salvare.
SPEZIA. Il passaggio di consegne dalla vecchia proprietà a quella facente capo a Ruggieri ha comportato qualche problema burocratico, che i nuovi si dicono sicuri di risolvere.
TERAMO. Speranze ridotte a zero per il Teramo. Il “no” con le quali le banche hanno negato ulteriori finanziamenti al presidente Malavolta mandano la squadra di calcio all’inferno. I debiti con l’Erario ammontano a 1milione e 70 mila euro, il fallimento è ad un passo.
TORRES. La società sarda è infastidita per l’esclusione, alla base della quale vi sarebbe un equivoco nella documentazione presentata. Nella Torres recentemente vi sono stati nuovi ingressi societari, nuovi soci che hanno versato liquidità nelle casse del club. La Covisoc ha inquadrato questi nuovi imprenditori come “non soci”, non ritenendo valida l’operazione effettuata. Il club del presidente Carta ha prontamente inviato il verbale di assemblea straordinaria che attesta che si tratta di futuri soci.
VENEZIA. Il curatore fallimentare De Bortoli ha in mente una strategia improbabile: iscrivere la squadra alla C2 con il Lodo Petrucci e chiedere il ripescaggio in C1. Difficile. Quel che è certo, è che il Venezia non ha presentato la documentazione per il campionato di terza serie, e per questo sarà difficile vedere il club lagurane in un club diverso dalla C2.
Fonte: tuttalac.it

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