MONTEPRANDONE – Bevi e ridi. Questo è sembrato l’invito rivolto dagli organizzatori della “1° Festa della Birra? di Centobuchi a coloro che si sono presi la briga di visitare gli stand disposti presso l’area del distributore Erg-Salaria nella serata di martedì sera. Protagonista della serata è stato infatti il noto cabarettista abruzzese ‘Nduccio, che ha ottenuto una vasta popolarità, locale e nazionale, grazie a successi semi-demenziali come Radio Cafone, Lu ‘ssetacce o Zappa Rap.
‘Nduccio si è esibito di fronte ad un folto pubblico e, dopo una prima parte di spettacolo dedicata al cabaret comico (nel quale ‘Nduccio ha mescolato temi politici, di cronaca e di costume), nel finale isi è esibito nella riproposizione di alcuni suoi hit di maggior successo, tra i quali l’immancabile Sott’a la capanne.
Non potevamo mancare all’appuntamento e provare ad avere un colloquio ordinario con il comico abruzzese, secondo il quale, è noto, la ggende sta ssaurita.
Caro signor ‘Nduccio, abbiamo sentito che oramai si sente un “centobuchese? di adozione…
Come no! Quasi naturalizzato. D’altronde ho sempre detto che mio padre e mia madre, durante la guerra, sono sfollati ad Ascoli e ho sempre ritenuto che Centobuchi sia in provincia di Trapani.
A proposito: come è andata la collaborazione con Renzo Arbore nel suo programma “Meno siamo meglio stiamo??
Non bastano gli aggettivi per descrivere la bontà di Renzo Arbore. Ha un’innata capacità di trasformare in grandi artisti anche gli ultimi arrivati. Immeritatamente, lo riconosco, sono un suo amico da diversi anni. La più bella soddisfazione da parte sua l’ho avuta con il fatto che ha inserito una mia canzone nel suo ultimo cd.
In futuro la vedremo ancora con Arbore?
E chi può dirlo? Ad ogni modo, a breve, su Raidue, ci saranno le repliche del programma andato in onda quest’inverno. Quindi avrete il piacere di vedere quello che vi siete eventualmente persi.
Lei è un comico inusuale, un alternativo. Si sente in competizione con i grandi cabarettisti?
Non mi pongo questo problema. Vado per la mia strada, mi ci diverto e poi sono convinto che la comicità è un dono di Dio e come tale va rispettato e offerto al prossimo.

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