SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La maglia, meglio ancora il logo, lo stemma ufficiale. Questioni che ti rimandano al calcio di una volta, quando il dio denaro non aveva ancora preso il sopravvento sui simboli storici di una squadra, tanto cari alla tifoseria, oggi barattati, dimenticati, umiliati in nome del marketing e dell’interesse smodato che ruotano attorno al mondo del calcio. Centimetri di stoffa, eppure sono sacri, avvertono i sostenitori più incalliti, perché le effigi di un tempo tante ne han passate, tante ne hanno viste, ma immuni a mille peripezie sono rimaste: debbono restare tali.
C’era una volta il Torrione, la torre guelfa che sovrasta da sempre San Benedetto del Tronto e la cui immagine campeggiava sulla maglia della squadra locale; venne poi il gabbiano e infine la lancetta: a furor di popolo i sambenedettesi la adottarono come marchio supremo della marinara ‘perla’ dell’Adriatico. Dalla prossima stagione si torna all’antico – se ne contano pochi, in Italia, di casi come questi – con lo stemma che fece da testimone alla prima, storica promozione in B nella stagione 1955-‘56.
“Speriamo che la nostra idea venga accolta bene – dichiara il consulente di mercato Vincenzo D’Ippolito – del resto si tratta del simbolo storico della Samb, quello che ha resistito per più tempo. La maglia? Potrebbe darsi che la seconda venga ideata sulla stregua della storica divisa grigia con due righe orizzontali, una rossa e l’altra blu?.
Un modo come un altro per cementare ancor più il legame tra la tifoseria, la città tutta e la squadra, una maniera, se vogliamo, con cui augurarsi di rivivere i fasti di un tempo, le ventuno stagioni cadette, gli infuocati derby con l’Ascoli.
Siamo andati a sentire i tifosi, anche quelli che lo scorso novembre, in occasione del posticipo serale contro l’Avellino, disegnarono il Torrione sopra un grande telone esposto orgogliosamente dalla Nord. Lancetta o Torrione? Livio Righetti, presidente del Centro Coordinamento Club Curva Nord, si dice soddisfatto: “Ben venga la scelta adottata dalla società, del resto il Torrione fu scelto cinquant’anni fa dai marinai della nostra città come baluardo storico di forza e resistenza, un bastione indistruttibile innalzato a effigie dell’indole sambenedettese. Non credo, proprio per questa ragione, che i marinai possano sentirsi offesi. Si torna alla storia antica?.
Peppe Pallesca, noto ultras del gruppo Onda d’Urto, concorda: “Sono due simboli storici della nostra città, mi piacciono ambedue. Se la Samb ha deciso di cambiare, non credo questo possa rappresentare un problema. Mi fa piacere perché il Torrione ci rimanda agli anni d’oro della Samb?.
Mariano Baiocchi, leader di Castel di Lama Rossoblù, si accoda ai pro-Torrione: “Mi piace l’idea, si ritorna alle radici della città, del resto questo ne è il simbolo, ma soprattutto spero che sia di buon auspicio?.
Concludiamo la breve carrellata di pareri con Antonio Merlini, del gruppo Energie Rossoblù. “Lancetta o Torrione’? Il secondo, assolutamente. Sono tutti e due molto rappresentativi, ma la Samb e San Benedetto hanno sempre avuto il Torrione come simbolo. Personalmente mi ci rivedo di più, riesco ad identificarmi maggiormente con questa icona, sarà una questione affettiva. Le cose vecchie sono le migliori, in ogni campo, alla fine ci si ritorna sempre e questa ne è una piccola dimostrazione?.

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