SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è tenuto venerdì scorso a San Benedetto, nell’ambito della “Festa dell’Unità?, il dibattito “La buona occupazione in Italia ed in Europa?, che ha avuto un ospite di eccezione, il vice-presidente del Senato Cesare Salvi.
Dopo il benvenuto di Giovanni Corradetti, del Comitato “Festa dell’Unità?, Giovanni Gaspari, segretario della federazione provinciale dei DS, nel ringraziare tutti i compagni per la forte unità, ha presentato gli ospiti Emidio Celani, segretario generale CGIL della provincia di Ascoli Piceno, Emidio Mandozzi, vice-presidente della giunta della provincia di Ascoli Piceno.
Giovanni Gaspari ha espresso il suo malcontento, sottolineando la crisi profonda del nostro teritorio che coinvolge anche San Benedetto. “La crisi è maggiore nel settore ortofrutticolo e in quello del turismo – ha affermato l’esponente dei Ds – quest’ultimo evidenzia ormai una classe imprenditoriale vecchia che non riesce a rinnovarsi. Così si spiegano le molte trasformazioni di alberghi in residence, è necessario quindi cambiare la tabella di marcia”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Emidio Celani, che ha posto l’accento sullo scenario negativo che sta attanagliando la città di San Benedetto e tutta la provincia di Ascoli Piceno. “Il sistema produttivo è andato in tilt e le aziende non sono più capaci di essere competitive sul mercato. E’ una situazione di crisi profonda, tanto che l’investimento diventa finanziario anziché imprenditoriale. Tutto questo rende necessaria la creazione di una macchina amministrativa che analizzi il territorio”.
Per Emidio Mandozzi la crisi “non è di un solo settore ma di intero sistema produttivo e le politiche industriali di questo governo non si adoperano per questa problematica. Molte aziende mandano i lavoratori in mobilità, realtà che poi si trasforma in perdita di lavoro. Nella provincia sono stati attivati dei Corsi di Formazione inerenti il settore commerciale e marketing industriale per migliorare il sistema qualitativo delle aziende. Ne consegue l’importanza di creare una sinergia tra Università e imprese. Occorre ripartire dal lavoro come tematica centrale. Si è arrivati, non più alla sindrome della 4° settimana, ma della 3° settimana per arrivare a fine mese”.
Cesare Salvi ha iniziato il suo intervento rimarcando l’importanza del tema del lavoro: “Tutti sanno che le cose non vanno bene, soprattutto quelli che vivono la realtà di tutti i giorni. Si rischia di perdere la sfida della competitività nella globalizzazione. Il problema della competitività viene affrontato da Berlusconi con il ribasso dei salari. Nel patto per l’Italia i problemi della globalizzazione vengono affrontati con la riduzione dei costi. Questo è profondamente sbagliato sul piano dell’efficienza economica e produttiva. Non è una sfida che può essere affrontata in termini produttivi, ma di qualità. Importante un raccordo tra lavoro, azienda, università”.
Il senatore Ds ha fornito la propria ricetta per uscire dalla crisi: “Si deve ridistribuire il reddito. Dare a chi ha perso da parte di chi si è arricchito. Redistribuzione del reddito. L’incentivazione fiscale deve avere un ritorno per la collettività. L’Italia si trova in una fase di recessione dopo 4 anni di politiche liberiste. Il primo articolo della Costituzione dice che la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro e che esso debba dare un’esistenza dignitosa. Questo concetto non è vecchio, è più attuale che mai.
A fine dibattito è intervenuto anche Luciano Agostini, vice-presidente della regione, che ha espresso la volontà di ripristinare il terziario e di “creare più sviluppo per ammortizzare la crisi”.

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