SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Hanno cercato di tagliarrmi le gambe ma io vado avanti lo stessoâ€?. Questa l’amara riflessione di Pietro Romandini, titolare dell’omonimo negozio di calzature situato lungo l’isola pedonale di S.Benedetto, a tre giorni dall’atto vandalico che ha parzialmente uno dei gazebo del noto esercizio commerciale. Il fatto è accaduto domenica mattina alle 6 e 10: “E’ stato chiaramente di un atto dolosoâ€? spiega il commerciante. “Le fiamme sono partite da una pianta di bambù posta a terra e poi hanno avvolto il tendone del gazebo, danneggiandolo seriamenteâ€?. Provvidenziale si è rivelato l’intervento di un dipendente del Caffè Florian che con un estintore ha spento l’incendio prima che si propagasse e provocasse danni anche alle attività vicine.
Il titolare del ‘Romandini Events’ ha presentato una denuncia-querela per danneggiamento. Intanto, sull’episodio indagano i carabinieri di S.Benedetto, che potranno avvalersi dei filmati delle telecamere che riprendono la zona 24 ore su 24.
“Si è trattato di un attacco feroce diretto a colpire volutamente la mia attività. Un atto ingiusticato che rappresenta anche un grave danno per la collettività� aggiunge il signor Romandini.
“L’aspetto più inquietante – spiega Gabriella Ceneri, legale del signor Romandini – è che il fatto si sia verificato in pieno centro cittadino e sia avvenuto dopo la campagna denigratoria di alcuni esponenti politici che hanno avanzato insinuazioni infondate su presunte irregolarità nella concessione dell’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico�.
Dunque, sul banco degli imputati finiscono le polemiche delle ultime settimane sullo ‘sconfinamento’ dei gazebo di alcune attività commerciali del centro; in particolare, nel mirino di alcuni consiglieri di maggioranza e oppsizione è finita l’isola della moda di Pietro Romandini. “Ho seguito in prima persona la pratica per la concessione dell’autorizzazione� aggiunge l’avv. Ceneri. “E’ bene sapere che per ottenerla non è previsto alcun passaggio in commissione edilizia, l’unica autorizzazione necessaria è quella per l’occupazione del suolo pubblico, regolarmente concessa nel 2004 e rinnovata anche per il 2005�.
Il commerciante ripercorre le tappe che hanno portato alla realizzazione del gazebo della discordia: “Nel marzo 2004 presentai in Comune il progretto per la creazione dell’isola della moda. Fu approvato e a giugno vennero eseguiti i lavori. Quest’intervento non è nato come una semplice bancarella ma come un progetto in cui il privato s’impegna a riqualificare il pubblico, primo passo per la nascita del cosiddetto centro commerciale all’aperto. L’idea dell’isola della moda ha contribuito notevolmente a rilanciare l’immagine del centro di S.Benedetto. Purtroppo, nonostante la crisi dei consumi che stiamo affrontando, devo constatare che da parte di molti miei colleghi non c’è voglia di crescere�.
Pietro Romandini risponde punto per punto alle polemiche: “Ho ottenuto regolare autorizzazione e adempiuto senza alcuno sconto ai pagamenti della luce e della tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Ho agito nel pieno rispetto delle regole. Addirittura ho ampliato a 3 metri e 50 lo spazio tra il ponte e l’attraversamento pedonale del primo gazebo, che secondo il progetto iniziale doveva essere di due metri�.
“Hanno cercato di colpirmi – conclude Romandini – ma non ci sono riusciti. Domenica pomeriggio, a poche ore dal rogo, ho riaperto il negozio. Io vado avantiâ€?.

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