SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lunedì 27 giugno i reparti della Guardia Costiera del compartimento marittimo di San Benedetto hanno riscontrato due infrazioni commesse da barche iscritte nel compartimento di Ancona ed attrezzate con il sistema dei ‘rapidi’. Le operazioni di polizia marittima intraprese hanno l’obiettivo di reprimere la pesca con reti da traino entro le tre miglia dalla costa.
Il battello del primo nucleo Operatori Subacquei ha intercettato la prima unità di pesca alle 18 circa a Pedaso, ad una distanza di 2,5 miglia dalla costa. Il motopesca era stato avvistato da una pattuglia terrestre, che ha disposto l’uscita del battello GC158, il quale si è diretto ad intercettare l’imbarcazione alla velocità di 55 nodi, seguito a distanza dalla motovedetta CP843. Il motopesca anconetano ha tentato di eludere il controllo allontanandosi a largo e, una volta contestata l’infrazione, si è diretto verso il porto di San Benedetto, dove è stata sequestrata l’attrezzatura usata e l’intero pescato rinvenuto nelle reti. Le attrezzature da pesca (quattro rapidi del valore di 5.0000 euro) sono ora depisitate in custodia giudiziaria presso la Capitaneria di Porto.
Alle 21 circa la motovedetta CP2045 dell’Ufficio Locale Marittimo di Porto San Giorgio ha sorpreso una seconda unità che praticava pesca a strascico con il sistema dei ‘rapidi’ ad una distanza di ciirca 2,4 miglia nautiche al traverso del litorale del comune di Fermo. Anche in questo caso si è proceduto al sequestro delle attrezzature e del pescato.
Ad entrambe le unità è contestata la violazione del Regolamentoo Europeo che, impedendo l’uso di reti da traino entro tre miglia dalla costa, ha lo scopo di salvaguardare gli stagi giovanili di alcune specie ittiche e le zone di concentrazione di riproduttori nell’ottica di uno sviluppo sostenibile dell’attività di pesca.

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