*La realizzazione della bambinopoli presso la pineta tra viale Buozzi e viale Marinai d’Italia a San Benedetto rappresenta solo uno degli esempi di malgoverno e di gestione superficiale della cosa pubblica portati avanti con ostinata pervicacia dalla Giunta Comunale.
Un’area “di interesse pubblico? destinata al gioco, allo svago ed alla socializzazione dei bambini resterà tale dopo gli interventi di riqualificazione messi in atto da parte della nuova società che gestisce il bar annesso e più specificatamente la “Central Park Srl??
I socialisti hanno invece il timore che l’area si trasformi, stravolgendone la destinazione ed il prevalente interesse privato faccia sì che vi sia una zona riservata ai bambini con possibilità economica e l’altra meno attrezzata rimanga a disposizione dei bambini meno abbienti.
Una sorta di vergognosa limitazione e discriminazione per cui chi può avrà attrezzature, giochi ed attrattive di livello chi invece non ha la possibilità di pagare dovrà accontentarsi di quello che c’è.
I socialisti ritengono che tutto ciò sia in stridente contrasto con le politiche di sostegno di qualificazione e di riqualificazione del verde pubblico attrezzato, di sviluppo dei servizi rivolti a quella particolare utenza che è appunto l’infanzia.
Uno sviluppo armonico degli interventi, una qualificazione dell’offerta di svago avrebbero invece potuto e dovuto qualificare San Benedetto come “la città dei bambini?.
Le direttrici per rendere la nostra città sempre più a misura di bambino, sempre più capace di venire incontro alle esigenze dei più piccoli erano emerse con chiarezza nel corso di un recente convegno, organizzato, per altro, dalla stessa Amministrazione Comunale di San Benedetto e dall’Amministrazione Provinciale.
La Giunta Martinelli è stata capace solo di stravolgere le indicazioni emerse dal Convegno cui hanno partecipato operatori del settore, addetti ai lavori, associazioni, urbanisti e pedagoghi qualificati.
Oltre agli aspetti legati all’opportunità della scelta i socialisti intendono vederci chiaro su quelli relativi alla regolarità degli atti amministrativi. I lavori siano iniziati con le necessarie autorizzazioni rilasciate sia dal Comune che dalla Sovrintendenza ai beni paesaggistici delle Marche?
Non desta qualche sospetto la celerità con la quale la Commissione Edilizia del Comune si è pronunciata? La domanda è stata protocollata con data 3 giugno, il parere con data 9 giugno.
Se si considera che in genere la commissione impiega dai 3 ai 9 mesi per emettere un parere quando si tratta di “normali cittadini? o ci troviamo di fronte ad un inaspettato recupero dell’efficienza amministrativa o più realisticamente, purtroppo, di fronte ad un ennesimo caso di malgoverno.
Tutta questa storia non convince i socialisti di San Benedetto che continueranno a vigilare sulla trasparenza amministrativa di questa vicenda così come su tante altre.
*La sezione Speca

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