San Benedetto del tronto – Abbiamo intervistato il tecnico della Sampdoria Walter Alfredo Novellino, in un momento di relax sulla spiaggia di San Benedetto del tronto, meta ormai consolidata delle sue vacanze estive. Il tecnico è a riposo dopo le fatiche di un lungo e intenso campionato di Serie A, che ha tuttavia riservato al mister e alla sua squadra grandi soddisfazioni e il ritorno alle competizioni europee.
Da quanti anni viene in vacanza a San Benedetto?
Walter Novellino: Ormai sono più di vent’anni che decido di passare le mie “ferie? a San Benedetto?. Vengo qui dai tempi in cui giocavo nell’Ascoli, appena avevo un po’ di tempo libero scendevo a rilassarmi in Riviera.
Cosa le piace fare a San Benedetto in questi momenti di relax?
W. N.: Mi rilasso con la famiglia, mi piace girare un po’ per tutta la città, corro sul lungomare. In quindici giorni mi riposo veramente, riesco a staccare da tutto, soprattutto dal calcio.
C’ è un angolo di San Benedetto dove di solito si rifugia?
W. N.: Qui al Solarium, dove trovo persone alla buona, discrete, come piace a me.
Si è ben integrato con il contesto cittadino?
W. N.: Sì, ormai mi sento un sambenedettese d’adozione?.
Allora le chiedo, se vuole darcelo, un parere sul nuovo lungomare e sulla nuova isola pedonale in centro.
W. N.: Mi piace tantissimo, sono rimasto affascinato in particolare da com’è stato concepito il nuovo lungomare, un vero incanto, e dai marciapiedi in centro; non riesco proprio a capire le polemiche che ci sono. Sono dell’opinione che bisogna sempre andare avanti e migliorarsi, e quando c’è qualcuno che ha delle idee costruttive bisogna appoggiarle e non perdersi sempre dietro inutili discussioni, specialmente quando un progetto è stato realizzato così bene.
Che ricordi ha delle sfide, di quando era giocatore, contro la Samb?
W. N.: Mi ricordo soprattutto l’ambiente passionale che si creava intorno alla squadra. Il vecchio stadio Ballarin dava delle sensazioni speciali, per via delle gradinate a ridosso del terreno di gioco, un pò come succede a Marassi, lo stadio di Genova. In ogni caso anche nel nuovo stadio è ‘famoso’ il grande amore e l’attaccamento dei tifosi della Samb verso la propria squadra.
Ha seguito il campionato della Samb di quest’anno?
W. N.: Sì, e devo dire che ha disputato un ottimo campionato, giocando anche un bel calcio e mettendo in mostra alcuni giovani interessanti.
Ci può fare qualche nome?
W. N.: Penso a Cigarini, un centrocampista dai piedi buoni, e a Canini, un difensore moderno, con ottimi tempi di reazione.
Li consiglierebbe alla Sampdoria?
W. N.: La nostra società è sempre molto attenta, soprattutto ai giovani importanti. In ogni caso adesso preferirei non parlare del mercato.
Di mister Ballardini che ne pensa?
W. N.: Lo conosco poco, non so dare un giudizio.
Vuole dare un consiglio, alla società della Samb, sul nuovo mister?Per esempio Allegri?
W. N.: E’sempre difficile dare dei consigli; Allegri l’ho seguito e devo dire che a Ferrara si è comportato egregiamente, in ogni caso al di là di chi sarà il nuovo allenatore, l’importante è che sia qualcuno che abbia un grande entusiasmo e una capacità di vincere.
Parlando di Sampdoria: anche quest’anno avete puntato su giocatori svincolati. Pensa possa essere questo il futuro del calcio?
W. N.: Credo che solo Juve, Inter e Milan abbiano delle disponibilità economiche elevate; le altre squadre, in particolare le cosiddette “piccole?, devono puntare con decisione sul settore giovanile. Noi, come Sampdoria, siamo consapevoli di quello che facciamo, ogni anno programmiamo l’inserimento di 5-6 giocatori, che vanno ad integrarsi in un gruppo base, già collaudato fin dai tempi della serie B?.
Le piace più allenare o giocare?
W. N.: Sicuramente allenare. A differenza di un giocatore che deve pensare solo a giocare, l’allenatore ha molteplici responsabilità, deve saper gestire tutto il gruppo, deve essere d’esempio per i propri ragazzi.
Come mai un allenatore vincente come lei, non è richiesto dalle cosiddette grandi?
W. N.: Premesso, che sono legato con la Samp fino al 2008 e che la considero una piazza importante per la serie A, non riesco a darmi una risposta precisa, anche perché io mi baso sui fatti concreti e non su eventuali indiscrezioni.
Ogni estate nasce qualche nuovo scandalo su cui tutti puntano l’attenzione; adesso tocca alle partite truccate. Che opinione si è fatto?
W. N.: Ultimamente stanno avvenendo fatti che non mi piacciono, e non so di chi è la colpa. È un mondo che non conosco e quindi non voglio giudicare, non fa parte del mio modo d’essere e di pensare, ho la mia opinione al riguardo, ma la tengo per me…è troppo comodo parlare senza conoscere i fatti.
Qualche volta sentendo queste cose non le viene voglia di smettere con il calcio?
W. N.:No, assolutamente. Ogni mattina mi alzo con la coscienza a posto, posso guardarmi allo specchio, senza dovermi vergognare di niente.
A volte anche gli allenatori e i giocatori, perdono il controllo (vedasi rissa in Parma-Bologna). Lei che giudizio può darci?
W. N.: Io penso che in campo ci sia sempre una certa tensione, ci sono in gioco molti interessi, ma si agisce sempre in buona fede. I giovani che ci guardano non devono prendere ad esempio certi nostri comportamenti. Lo sport è anche agonismo e passionalità, l’importante è che una volta finita la partita tutto torni alla normalità.
Siamo al 25 Giugno e ancora in Serie A e B alcuni verdetti sono ancora da decidere,: non le sembra un po’ eccessivo?
W. N.: Non si critica chi ha fatto delle scelte, ma posso dire che il campionato strutturato in questo modo è troppo lungo, venti squadre in A sono eccessive; intanto il prossimo anno non ci saranno più gli spareggi, né quelli per la promozione né per la salvezza.
Ha qualche sogno nel cassetto?
W. N.: No, nessuno in particolare, anche perché i sogni, in fondo, non rappresentano la realtà.
Che rapporto ha con la città di Ascoli?
W. N.: Un rapporto stupendo; per me Ascoli rappresenta una città che mi ha dato molto. In futuro tornerei volentieri ad allenarci.
Verrebbe a vivere a San Benedetto, una volta terminata la carriera d’allenatore?
W. N.: No, perché abito solamente a cento chilometri da San Benedetto, passando Norcia arrivo subito!

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