SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’era una volta Bambinopoli. Mi sembra la frase giusta per mettere nel dimenticatoio quei cento metri quadrati tra i campi da tennis e viale Buozzi, dove tutti i bimbi della Riviera delle Palme, nessuno escluso, hanno trascorso ore di genuina felicità. Un luogo che, però, con il passare degli anni era diventato sempre più brutto e obsoleto, gli stessi giochi (altalene, girotondi, minicase, ecc) in cui si divertiva mio figlio Luigi, ora trentenne, hanno fatto la gioia di mia figlia Valeria, dieci anni l’estate scorsa. Per fare un esempio terra, terra. Erano ancora a norma? Credo proprio di no.
Il posto andava rifatto, era così decrepito che, oltre a non essere più sicuro per i nostri bambini, non faceva bella mostra di sè nel cuore della Riviera delle Palme.
Mi aspettavo un intervento dell’Amministrazione comunale da un momento all’altro quando una mattina leggendo l’occhiello (in gergo la parte sopra il titolo di un articolo di giornale) ed il titolo stesso sulla pagina locale di un quotidiano quasi mi viene un colpo. C’era scritto Pinetina addio, ecco i privati, l’occhiello. Alla Bambinopoli giochi per tutti ma a pagamento, il titolo.
Essendo da sempre la zona gestita da privati (bar, calcio balilla, macchinette varie…) ho immediatamente pensato ad un altro tipo di privati, per esempio costruttori. Lo stesso catenaccio (la parte giornalistica subito sotto il titolo dell’articolo) creava allarme perché, in modo equivoco, lasciava intendere che scivoli, altalene ed il resto non sarebbero più offerti gratis ai bimbi residenti e ai turisti di una città il cui turismo è prettamente familiare.
“Un vero e proprio business a danno dei meno abbienti?, è esattamente questa l’idea che si sono fatti tutti coloro (non sono pochi) che si sono fermati ai titoli, senza leggere l’articolo allegato. Pare che dopo qualche giorno sia stato pubblicato un articolo di chiarimento che purtroppo, come spesso accade, è servito a riparare solo marginalmente il danno procurato.
Scusate se mi sono dilungato troppo su un problema giornalistico ma ritengo che sia doveroso per un giornale come il nostro che, senza nulla togliere alle pagine locali di alcuni quotidiani, ha il preciso compito di mettere chiarezza e, in casi come questi, ristabilire la verità. Accrescere la cultura di un territorio, come nei nostri propositi, significa anche far sì che tra i cittadini non si facciano figli e figliastri. Problema che magari non tocca a chi interessa solo vendere. Chi rompe paga e i cocci sono suoi, infatti, riguarda noi che qui ci viviamo, molto meno gli editori che risiedono a molti chilometri di distanza. Mi sono dilungato ancora ma in certi casi è meglio ‘abundare quam deficere’, come dicevano i latini.
Torniamo a noi, a Bambinopoli cioè. Le cose stanno così: innanzitutto il proprietario del terreno non è il Comune di San Benedetto del Tronto bensì l’Agenzia del Demanio. Agenzia che ha stipulato un contratto di affitto con la Società Central Park srl. Affitto legato a clausole tutte favorevoli alla città di San Benedetto. Come si può vedere nel disegno, infatti, l’intero spazio ‘Bambinopoli’ comprende un numero maggiore di giochi gratuiti rispetto a prima e, quello che più conta, nuovi e a norma. Tutto a spese degli affittuari. Detta area non è recintata, ha accessi per i portatori di handicap senza quelle barriere di cui la nostra città abbonda. Altro particolare importante: il progetto non prevede il taglio nemmeno di una pianta, compresi i pini che appartengono alle speci non protette. La società affittuaria si è riservata uno spazio recintato dove ci saranno giochi a pagamento per chi voglia usufruirne. Del resto altre aree circostanti ospitano scivoli, giostre o cose del genere a pagamento senza che nessuno si scandalizzi. Giusto così. Il bar incluso nell’area sarà gestito dalla stessa società Central Park srl.
Conclusioni: fino a prova contraria, nessuna irregolarità è stata commessa, l’area denominata Bambinopoli, prima decrepita con giochi obsoleti e pericolosi, ora verrà rimessa a nuovo, come era necessario, a spese di privati e senza oneri per il Comune di San Benedetto, il quale ha semplicemente dato il benestare tramite l’ufficio competente.
Peccato che sia stato usato inchiostro tipografico per dare un’immagine sbagliata su una cosa pulita. Per esempio si è addossata al Comune la colpa di non aver bandito un concorso pubblico per l’acquisizione dell’area. Cosa che non era nei poteri di Martinelli & C.. Sempre fino a prova contraria.
Ce ne fossero di interventi privati di questo tipo, la città ci guadagnerebbe in bellezza e, come in questo caso, si favorisce ancora di più la vocazione familiare della nostra Riviera. Apertissimi a testimoniare eventuali nostre omissioni nel caso ci venissero comunicate.

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