SAN BENEDETTO DEL TRONTO – D’Ippolito: “Abbiamo raggiunto un accordo in base al quale Ballardini potrà allenare qualsiasi formazione tramite una gratificazione per la Samb.”
Ballardini: “Ieri ho parlato con la società e dico che oggi mi dimetto. E’ vero, se ci sono società che vogliono avermi devono necessariamente passare tramite la Samb. Questo vincolo potrebbe anche portarmi a stare fermo per un anno, dato che alcune società potrebbero non avere il piacere di passare per la Samb. Ballardini (usa la terza persona) potrebbe non essere libero di andare dove vuole perché è legato da un contratto con la Samb.
Mi sono trovato veramente bene qui, con la squadra, i tifosi e la società, per cui voglio fare in modo di tornare a San Benedetto sempre con il sorriso. L’anno è stato esaltante e commovente in alcuni momenti. Non ho nessuna squadra, non so se l’hanno prossimo lavorerò ma credo che la mia scelta sia giusta.”
Ho letto alcune dichiarazioni della società e mi son detto: ma parlano di me?”
D’Ippolito: “Sono un uomo di calcio e so che un allenatore come Ballardini difficilmente resta a casa un anno. Lo abbiamo preso quando non aveva esperienza ma la prassi nell’ambiente è questa: prima di liberare il proprio mister ci si fa la guerra, noi cerchiamo di agevolare al massimo Ballardini.”
Ballardini: “Anche due mesi fa dissi che non sarei rimasto. A Parma? Al momento io non sono certo di andare da nessuna parte, potrei allenare o potrei restare fermo. Non c’è nulla con il Parma, nulla con il Cagliari (quello fatto è un discorso nato perché La Rosa è amico di Salerno, ma a me non ha telefonato nessuno!”.
D’Ippolito: “Il fatto di richiedere che chi vuole il nostro allenatore deve passare attraverso noi è una prassi. Pensiamo a Ventura e Delio Rossi… Due mesi fa non presi sul serio quello che diceva Ballardini.”
Ballardini: “Rischiare con la Samb? Per me l’allenatore che viene, con la società e i giocatori che arriveranno, non rischierà sicuramente, anzi troverà qui un trampolino di lancio. Mi viene da ringraziare Enrico, il nostro magazziniere, che ieri si è messo a piangere. Tutti questi rapporti e manifestazioni di grande stima e di grande affetto me li voglio tenere.”
Lo staff? Mi ha contattato qualche direttore sportivo e D’Ippolito lo sa, se andrò via dovrò accordarmi con la Samb. Questa società quest’anno le ha azzeccate tutte. Non so se dovrà spendere di più, ma con le persone che sono in società e il gruppo di giocatori che resteranno, sono convinto che qualsiasi allenatore farà bene. Non sono abituato a parlare tanto. In questi giorni ho letto che sono poco riconoscente (D’Ippolito affianco sorride e dice: “L’ho detto io”). Se sono qui, se la gente mi ha voluto bene e se voi mi avete rispettato, lo devo esclusivamente a D’Ippolito. Succede che nell’arco di una stagione il feeling vada su e giù. Auguro a qualsiasi allenatore di avere una società come questa che magari ‘rompe’ ma è sempre vicina, e un gruppo di giocatori come questi. Lo dico sempre che l’allenatore conta poco, solo un 20%: il 40% la squadra, il 40% la società. Ma ci sono tre categorie di allenatori: chi fa danni, chi mantiene lo stato, e chi migliora.”
D’Ippolito precisa che Ballardini percepirà lo stipendio fino a quando non cambierà società.
D’Ippolito: “Speravo che Ballardini restasse qui, ma venerdì scorso ho capito che non restava a San Benedetto. Spero un giorno di fare il consulente di mercato in una squadra allenata da Ballardini… Sul ricorso Covisoc siamo abbastanza ottimisti. Non ci dovrebbero essere grossi problemi, al di là di eventuali cavilli giuridici.”
Tornando a Napoli-Samb, D’Ippolito afferma: “Anche la tolleranza zero a Napoli non esiste. Contro di noi sono stati sparati sei petardi e l’arbitro nel referto non ne ha inserito neanche uno… Marelli, chissà, l’anno prossimo allenerà mister Ballardini in serie A”.

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