SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Centinaia di bambini bielorussi alla fine di giugno arriveranno all’aeroporto di Falconara a bordo di voli Charter. I ragazzini verranno ospitati da famiglie e centri parrocchiali delle Marche, i quali regaleranno loro un periodo di serenità e calore familiare. Rosanna Pompei, sambenedettese, è il presidente dell’Associazione Aiuti Umanitari “Solidarietà per l’infanzia?. La signora si è fatta promotrice di questo progetto dal 1998, l’anno in cui si è costituita l’associazione ed è diventata una O.N.L.U.S.
Signora Pompei, che cos’è esattamente l’associazione di solidarietà per l’infanzia?
Si tratta di una vera e propria associazione di volontariato regolarmente iscritta all’albo regionale, che ha la facoltà di operare in tutta la regione con progetti di ospitalità e risanamento, presso famiglie e strutture, per bambini ed adolescenti con forti disagi sociali e famigliari.
Qual è il motivo per cui si ospita un bambino bielorusso?
Se lo si deve fare per egoismo o per una sorta di buona azione che riscatta la coscienza è meglio lasciare stare i bambini dove sono, perché il danno che si provocherebbe sarebbe talmente grande da creare problemi psicologici nel periodo adolescenziale. Il bambino bielorusso non è un oggetto o un capriccio ma un essere umano con problemi di salute e prospettive future incerte. Concluderei nel dire che se si opta per questa scelta, bisogna aiutare il bambino non solo dal punto di vista materiale, ma soprattutto affettivo. Bisogna cercare di fare di tutto per farlo vivere nella serenità senza sconvolgere l’equilibrio interiore.
Come si può aiutare l’associazione?
L’associazione vive di proprie iniziative, di donazioni di privati, cittadini ed aziende. In questi anni abbiamo promosso interventi per reperire risorse per i nostri progetti, una di queste è stata l’allestimento nel periodo natalizio di una mostra d’arte ed artigianato bielorusso. Sono ben accette donazioni di medicinali, materiale scolastico, giocattoli, offerte di ospitalità nel periodo estivo ed invernale. Anche un solo mese basta a migliorare le condizioni di un bimbo.
Cosa si augura per il futuro?
Attuare almeno uno dei due progetti che ci siamo prefissi di realizzare. Per prima cosa ci proponiamo di acquistare abitazioni a San Benedetto e quindi creare case-famiglia, in secondo luogo promuoviamo la formazione professionale e scolastica di adolescenti, che – una volta adulti – avranno un lavoro e potranno creare la famiglia che a loro è tanto mancata.
Cosa vuole dire ai nostri lettori?
Ci sono tanti modi per fare del bene, ospitare questi ragazzi è l’occasione per tendere una mano a chi ha vissuto la più grande catastrofe nucleare della storia (1986 Chernobyl) con gravi conseguenze di salute e abbassamento delle difese immunitarie. Studi medici hanno valutato che un mese trascorso in Italia con alimentazione sana e ricca di vitamine dà l’opportunità di migliorare le condizioni di salute dei bambini per un anno.

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