MILANO – Si parla di doping nello sport professionistico e amatoriale nella 2.a Giornata di Studio dell`edizione 2005 del Premio Sapio per la Ricerca Italiana, dal titolo “Doping: aspetti analitici, normativi e giuridici” organizzata all’università statale di Milano.
Tra gli esperti giuridici, ricercatori medici e sportivi, ha preso la parola Piero Volpi, ex medico sociale dell’Inter e consulente dell’Associazione Calciatori. “Dobbiamo lavorare in due direzioni: prevenzione dei traumi e lotta al doping, per difendere i veri protagonisti dello sport, che non sono né i presidenti né i dirigenti, ma solo gli atleti?. E poi ricorda un ‘primato dell’Italia’: ?Il controllo incrociato sangue-urine venne sperimentato nei mondiali di Corea e Giappone, e poi nei due anni successivi in Italia, dove era comunque facoltativo (ad esempio Gattuso si rifiutò di effettuare il prelievo del sangue) ma ha avuto successo per un buon 90%. Dal prossimo campionato sarà obbligatorio, credo che sia un buon deterrente all’uso di sostanze proibite?.
A proposito di sostanze proibite o lecite, il dott. Volpi precisa: “Esistono integratori che possono essere prescritti, ed esistono sostanze illecite: l’obiettivo di noi medici è comunque quello di migliorare la prestazione degli sportivi limitando l’uso dei farmaci, magari attraverso la scienza alimentare, ancora poco studiata?.

Fonte: datasport.it

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