SAN BENEDETTO DEL TRONTO – *La verifica dei lavori sul primo tratto del lungomare a Porto d’Ascoli supera ogni peggiore previsione. A fronte di una visione suggestiva e bella dei filari di palme e delle piantumazioni di siepi e piantine abbiamo un lastricato assolutamente impercorribile non solo per chi è su sedia a ruote o i bambini in carrozzina ma anche per i normo dotati e per quelle persone che hanno a vario motivo difficoltà di deambulazione.
E’ un trionfo di quelle opere che vanno evitate nelle realizzazioni di percorsi pubblici.
Dislivelli superiori a quelli consentiti dalla Legge e che aumentano in maniera esponenziale i coefficienti di attrito, spigolosità nei muretti, nei marciapiedi insomma un vero e proprio percorso di guerra che sembra studiato apposta per causare danno e ferite alle persone e mortificazione a chi non ha l’agilità di superare gli ostacoli.
Il tutto in una impostazione bucolica, con tanto di stagnetto per abbeverare gli animali, che andrebbe bene in certi paesini del reatino o degli altipiani iraniani, ma che stride fortemente sia con una realtà marina ed una città giovane e moderna come San Benedetto che con il concetto ormai evoluto di solidarietà sociale.
Se il committente ed il progettista avevano nostalgia dei luoghi di origine ed hanno pensato di ricreare il loro ambiente nella città di adozione bene avrebbero fatto a realizzarlo nel proprio giardino, nessuno avrebbe avuto da ridire, ma utilizzare soldi pubblici e condizionare negativamente la vita dei cittadini sambenedettesi questo no, non si può tollerare.
In tutta la realizzazione ci sono macroscopiche infrazioni della Legge che escludono la possibilità che i tecnici incaricati possano certificarne l’ agibilità. Ma nel caso accadesse il tecnico, chiunque esso sia, si assumerebbe tutte le responsabilità sia in sede civile che penale.
L’intero progetto va rivisitato con il principio della fruibilità per tutti i cittadini e quanto realizzato va modificato in tal senso con il sostegno delle Associazioni e destituendo chi si è reso artefice di questo disastro sperperando milioni di euro senza cognizione di causa.
*Nazzareno Torquati

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