SASSARI – È un motivo di soddisfazione e di orgoglio tornare nella società che mi ha lanciato tra i professionisti». Le prime parole di Antonello Cuccureddu sono efficaci e schiette, non ridondanti o ruffiane. Garantiscono i suoi natali sardi e lo stile sobrio che ha imparato in ventuno anni con la Juventus: dodici da giocatore e nove da allenatore delle giovanili. «Una vita. Sono cresciuto sotto l’aspetto professionale e ho imparato a rispettare alcuni valori»: gli piace ricordarlo ad ogni occasione questo legame con il club più scudettato d’Italia. Il suo nome era stato fatto già all’indomani della salvezza. Non per stupire, ma perché Cuccureddu è sempre stato un pallino del presidente Carta: «Tre anni fa ero anche stato contattato, verso novembre, ma poi alla fine non si era concluso». Realizzare il sogno è stato possibile grazie alla ripresa dei contatti con la Juventus. Cuccureddu è uno dei giocatori mito della società bianconera, ma soprattutto è uno che conosce bene il vivaio torinese: «Qualche giovane interessante c’è nella Primavera». La Torres si augura naturalmente che grazie all’algherese possa avere un canale preferenziale per fare arrivare qualcuno dei migliori talenti. Da oggi Cuccureddu inizierà insieme alla società a costruire la nuova squadra. Con motivazioni fortissime. Quelle di chi è stato licenziato da Avellino senza un vero motivo: «Eravamo secondi e quasi tutta la tifoseria era con me. È stato un esonero davvero strano». Ma anche quelle di chi sa che deve ripagare la Torres per averlo lanciato ai vertici del calcio italiano ed europeo. «Non mi dimenticherò mai l’esordio tra i professionisti con la maglia rossoblù. La mia è anche una scelta sentimentale».

Fonte: c1siamo.com

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