SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’era da aspettarselo. L’assessore Marco Lorenzetti, tra i principali promotori del partito del non voto tra i politici locali, è radioso per il fallimento dei quattro quesiti referendari sulla procreazione assistita: “E’ stata un’affascinante esperienza politica e di vita – afferma l’esponente della Giunta Martinelli – una vittoria storica per la difesa della vita e per la nazione. Commovente è stata la mobilitazione di tanti uomini e donne del mio partito che hanno collaborato a rafforzare valori insormontabili. Un’attività incessante del movimento giovanile UDC ha portato in ogni angolo della provincia il nostro messaggio di rifiutare il voto contro i principali valori della vita”.
Lorenzetti ha un pensiero per ‘amici’ e ‘nemici’: “Grandi difficoltà abbiamo trovato per la contrapposizione della macchina elettorale della sinistra dei DS e di Rifondazione, come grande difficoltà ci hanno posto le dichiarazioni del Sindaco Martinelli sulla sua espressione di voto in un momento cruciale della nostra campagna elettorale referendaria”.
Per Lorenzetti la sconfitta del referendum segna l’avvio di un nuovo percorso politico: “Ora occorrerà rivedere la legge 194, affinché il non voto consapevole, che ha rifiutato la demagogia referendaria, non sia tradito. I parlamentari locali prendano atto della volontà popolare e si apprestino a varare norme più restrittive sulla procreazione medicalmente assistita e la legge che regolamentI l’interruzione della gravidanza”.
L’assessore comunale si spinge oltre: “Non è esclusa una grande proposta di iniziativa popolare che fissi con almeno 10 milioni di firme le linee guida atte a valorizzare la famiglia e la difesa del futuro dei nostri figli”.

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