Il referendum sulla procreazione assistita investe un conflitto tra ragione e fede, tra scienza e religione e ci chede di stabilire che cosa sia la vita umana. Chi ha promosso i referendum chiede di andare a votare, per il Sì naturalmente, e chi invece difende la legge invita all’astensione in modo che non si raggiunga il quorum e il referendum non sia valido. Qualcuno invita invece a votare No.

Referendum 1: La ricerca scientifica
Questo referendum vuole abrogare le norme della Legge 40 che vietano la sperimentazione sulle cellule embrionali. Gli embrioni destinati alla ricerca sarebbero quelli che non possono essere impiantati nella donna e che vengono congelati per essere conservati (crioconservati): i cosiddetti embrioni soprannumerari.
Secondo il Comitato per il sì
Le cellule staminali sono cellule che, debitamente orientate, sono capaci di moltiplicarsi, consentendo la cura di una serie di organi vitali. La ricerca sulle staminali è fondamentale per combattere malattie come il cancro, la sclerosi, l´Alzheimer, il Parkinson, il diabete e molte altre ancora. Si tratta di problemi che, solo in Italia, investono circa 12 milioni di persone a cui la legge 40, così com’è, sottrae una speranza fondata di guarigione.
Secondo gli astensionisti/contrari al referendum
La legge 40 non vieta la libertà di ricerca, ma tutela l’integrità del concepito. Non esistono (ad oggi) protocolli clinici sull’uso di cellule staminali embrionali (provocherebbero gravi effetti collaterali). Esistono invece già applicazioni terapeutiche di cellule staminali adulte (da cordone ombelicale e tessuti adulti), dunque perché utilizzare cellule staminali embrionali? Ci sono in gioco fortissimi interessi economici. C’è il rischio che degli embrioni si faccia commercio e si operino manipolazioni illimitate.

Referendum 2: La salute della donna
Oggi molte coppie non possono avere figli: o perché affette da sterilità completa, o perché affette da qualche forma di infertilità.
Secondo il comitato per il sì
La legge 40 obbliga la donna, in caso di insuccesso del trattamento, a sottoporsi a più cicli di cura, con possibili danni per la sua salute. Inoltre, non permette alle coppie portatrici di malattie genetiche e infettive la cosiddetta “analisi preimpianto”. Si espone così la donna a un doppio trauma: la possibilità di impiantare un embrione malato e la conseguente probabilità di dover ricorrere a un aborto terapeutico. Infine, la legge impedisce alla donna di cambiare idea, poiché impone il trasferimento dell’ovulo fecondato anche in assenza di un suo rinnovato consenso.
Secondo gli astensionisti/contrari al referendum
L’impianto di più di 3 embrioni non aumenta le possibilità di una nascita; oggi la tendenza è quella di impiantare un solo embrione. Uno dei maggiori rischi nell’impianto di più di 3 embrioni è la aumentata incidenza di gravidanze gemellari o plurigemellari. La crioconservazione ha minor efficacia circa l’attecchimento della gravidanza e pone il problema del destino degli embrioni congelati (morte, abbandono, ricerca).

Referendum 3: i diritti dell’embrione
L’incontro tra spermatozoo e cellula uovo produce una cellula chiamata zigote che, suddividendosi, dà luogo a formazioni cellulari chiamate embrioni.
Secondo il Comitato per il sì
La norma attuale assicura al “concepito” gli stessi diritti della madre e di ogni persona nata. Per concepito si intende già l´ovulo fecondato, ancor prima che si formi l´embrione. È la prima volta al mondo che questo avviene per legge. Se questa affermazione fosse valida peraltro si rischierebbe di mettere in discussione radicalmente la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, legge che ha prodotto l´esito positivo della riduzione degli aborti in Italia.
Secondo gli astensionisti/contrari al referendum:
Il principio del referendum sancisce una discriminazione tra gli esseri umani in base ai tempi del loro sviluppo (un embrione vale meno di un feto, un feto meno di un bambino, un bambino meno di un adulto), capovolgendo l’imperativo morale che impone la massima tutela e il massimo rispetto di coloro che non sono nelle condizioni per difendere e manifestare la loro intrinseca dignità. L’embrione è già essere umano sin dal momento della fecondazione. La scienza infatti dimostra che “Il piano corporeo dei mammiferi inizia ad essere posto dal momento del concepimento”.

Referendum 4: la fecondazione eterologa
La fecondazione eterologa consiste nell’utilizzo del seme e dell’ovocita di un donatore esterno.
Secondo il comitato per il sì
Impedire a una coppia di ricorrere a un donatore esterno può produrre solo due effetti: vietare per sempre alla donna di quella coppia di partorire o costringerla, se la coppia può permetterselo economicamente, a recarsi all’estero in uno dei paesi dove la fecondazione eterologa è consentita.
Secondo gli astensionisti/contrari al referendum
Il quesito n. 4 sancisce il dissolvimento del concetto di famiglia. Pone problemi circa l’identità e l’origine nel bambino. Introduce rischi di patologia genetica e di patologia trasmessa dal donatore. Pone problemi prevedibilmente sempre più gravi, in quanto sono attualmente state approvate in alcuni Paesi Europei nuove leggi che eliminano l’anonimato del donatore e approvano il diritto del bambino a conoscere il padre genetico una volta raggiunta la maggiore età.

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