E’ stato un modo per onorare la Festa della Repubblica ma anche l’occasione per rivedere Padre Oscar Serfilippi. Giovedì 2 giugno, un gruppo di sambenedettesi, su proposta dell’infaticabile Cavalier Margherita Caselli Annibaldi, si è recato in gita prima a Jesi e poi a Castelbellino.
Padre Oscar, oggi è il Vescovo di Jesi. Dal 1955 al 1970 è stato Parroco della Chiesa di S. Antonio di Padova, a San Benedetto. Molti lo ricorderanno come un uomo dal grande carisma. Malato, si è appena ripreso da un delicatissimo intervento alla testa. A lui la delegazione sambenedettese ha donato due cartoline ricordo con impressi i loro nomi. Padre Oscar, visibilmente commosso, li ha ricevuti in Cattedrale dal portale a firma di un nostro concittadino, l’artista Paolo Annibali.
La sua “Porta del Giubileo”, pesante 5 quintali, in bronzo e divisa in 44 formelle, ripropone scene della vita del Cristo e della Madonna. Dopo un interessante giro della città (Jesi vanta il Corso più lungo e dritto delle Marche) il gruppo si è spostato a Castelbellino, piccolo e caratteristico centro della campagna coltivata a verdicchio.
Forse molti non sanno che lì ha sede un museo su Giuseppe Garibaldi. Vi sono esposti, in modo permanente, cartoline, foto ed altro materiale donato dalle pronipoti dell'”Eroe dei due Mondi”, Annita Garibaldi Jallet e Garibalda Canzio, che nel paese della Vallesina visse fino al 1969.
Nel teatro un importante convegno sull’opera dello scultore Ettore Ferrari, autore di statue di uomini illustri come, appunto, Garibaldi, ha assorbito l’attenzione dei sambenedettesi.
Ferrari fu un uomo dai forti ideali repubblicani. Ascoltare di lui, della sua attività tutta tesa ad instillare passione civile e nel giorno del 123° anniversario della morte del “Comandante delle camicie rosse”, ideale senza pari di combattente per l’Italia, è stato per i partecipanti alla gita una maniera degna di celebrare la solennità civile del 2 giugno, come ha sottolineato l’assessore alla cultura del Comune di Castelbellino, Massimo Costarelli: “Ci ricorda un passaggio fondamentale della nostra storia”.

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