SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Certamente, il rischio di una retrocessione di ufficio in C2 o di una penalizzazione di punti esiste?. Il commento del commercialista di fiducia della famiglia Mastellarini, il dottor Marco Fraticelli, è un brivido sulla schiena per il cronista, quasi una pugnalata per il tifoso comune. L’accusa è quella di non aver trasmesso alla Co.Vi.So.C. (Commissione Federale che controlla i bilanci delle società), durante la gestione Gaucci (per l’esattezza nell’aprile 2004), la comunicazione della perdita di esercizio.
L’articolo della Gazzetta dello Sport a firma di Maurizio Galdi, apparso oggi, è come una bomba esplosa in una San Benedetto sportiva sonnacchiosa dopo un campionato tiratissimo. Ma la società rossoblù era informata del deferimento da parte della Procura federale della Figc già tre giorni prima della semifinale play-off Samb-Napoli. Ovviamente la notizia non è stata diffusa per evitare che, in occasione delle due sfide, il clima già elettrico rischiasse di degenerare.
Ma cosa contestano la Co.Vi.So.C e la Procura Federale? Cerchiamo di esser chiari, in una vicenda intricata di contabilità e comunicazioni di bilancio, attraverso un’analisi cronologica.
a) Aprile 2004: nei documenti da inviare alla Co.Vi.So.C. per ottenere l’iscrizione ai campionati di calcio 2004-05 non viene riportata alcuna cifra nello spazio relativo all’indicazione del risultato economico (utile o perdita). Si tratta in realtà di una perdita di 500 mila euro, che ad ogni modo risultava presente nei bilanci contabili della Samb Calcio. Non si dovrebbe parlare di “falsificazione di bilancio?: se infatti la Samb avesse scritto che, in luogo della perdita di 500 mila euro, aveva un utile di un milione di euro (o un’altra cifra diversa da quella reale), allora si sarebbe trattato di ovvia falsificazione dei documenti. Non avendo scritto la cifra (ripetiamo: perdita di 500 mila euro), si può parlare di errore amministrativo, anche perché l’omissione di un campo obbligatorio rende automatica la verifica da parte della Co.Vi.Soc. Tuttavia, val bene rammentarlo, l’accusa sostiene che si tratta non di un semplice errore ma di una “falsificazione di bilancio?.
b) La Co.Vi.So.C. avrebbe dovuto, in realtà, regolare questo errore in due modi: o non facendo iscrivere la Samb al campionato di C1 2004-05, o richiedendo immediatamente l’esatta comunicazione, nella scheda, dell’importo risultante dai bilanci (attraverso l’usuale verifica dei bilanci delle società che avviene nella tarda primavera di ogni anno). Un’operazione di semplice verifica, e in tre giorni tutto poteva tornare in ordine.
c) Agosto 2004: la proprietà della Sambenedettese Calcio passa dalla famiglia Gaucci ad un gruppo imprenditoriale capeggiato da Umberto Mastellarini. La nuova proprietà provvede a ripianare tutte le perdite della precedente gestione.
d) Nel mese di novembre la Co.Vi.So.C. controlla nuovamente i bilanci della Samb e si “accorge? dell’esistenza di un verbale precedente, relativo alla gestione Gaucci, per omissione dell’indicazione sul risultato di esercizio.
e) Il 15 aprile 2005, la Co.Vi.So.C. esamina i bilanci di alcune società dai quali emerge, ai danni della Sambenedettese (citiamo dalla Gazzetta dello Sport) “difformità tra i dati presentati dalla Sambenedettese per iscriversi al campionato e quelli emersi da un’ispezione presso la stessa società e dalla lettura del bilancio completo?. In pratica nel bilancio era iscritta la perdita di 500 mila euro, nei documenti della Co.Vi.So.C. vi era… uno spazio vuoto. La Co.Vi.So.C. allerta l’Ufficio indagini.
f) La Procura Federale della Figc, comandata da Emidio Frascione, deferisce la Samb Calcio alla Disciplinare della Lega di Serie C.
g) La Sambenedettese Calcio, ricevuta comunicazione del procedimento, ha immediatamente allertato l’avvocato Mattia Grassani di Bologna, noto esperto in cause calcistiche. Grassani tra l’altro, lo scorso anno, riuscì ad evitare qualsiasi sanzione alla Pro Vercelli, accusata di violazioni che potrebbero sembrare ben più gravi di quelle contestate alla Samb: al glorioso club piemontese infatti si contestava la falsificazione di fatture e gravi irregolarità contabili. Non sembra il caso del club rossoblù.
h) La Samb ha anche inviato delle lettere all’amministratore legale della gestione Gaucci (Mario Bianchi), al presidente del Consiglio Sindacale dell’epoca, al legale avvocato della società di Gaucci (Blasi). Nella lettera si avvisano gli interessati della procedura in corso e soprattutto si fa notare la loro “cattiva gestione?. Nulla infatti è contestabile all’attuale proprietà.
i) Cosa può accadere ora? Il 22 giugno è in programma la prima udienza del caso alla Disciplinare di Firenze. Nel caso la Samb dovesse risultare soccombente, i tempi, ad ogni modo, si allungherebbero con i successivi ricorsi alla Caf, alla Camera di Conciliazione e all’Arbitrato del Coni.
j) Ma la Samb, davvero rischia dei punti di penalizzazione (“grossa penalizzazione?, scrive Galdi della Gazzetta) o addirittura la retrocessione in C2? Il rischio esiste. Bisogna pur dire che l’infrazione contestata, come spiegato all’inizio, non sembra gravissima (tale sarebbe stata l’effettiva manomissione dei bilanci contabili, o l’esposizione di una cifra non veritiera). Tuttavia qui stiamo parlando di cavilli da avvocati e penalisti (questi ultimi battono la pista del “bilancio falsificato?).
k) Purtroppo gli errori di Gaucci ricadono sulla nuova società. Se anche fosse possibile qualche provvedimento di “rivalsa? (chiamiamolo così) civile o penale da parte della società di Mastellarini nei confronti di chi ha commesso errori nel passato, per gli organi federali non c’è alcuna distinzione. A pagare (eventualmente…) sarebbe solo la Samb.

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