*I socialisti di San Benedetto del Tronto aderiscono con entusiasmo all’iniziativa promossa dalla direzione nazionale dello SDI “Battiquorum” volta alla sensibilizzazione e mobilitazione degli per battere il tentativo di vanificare i referendum attraverso una mistificatoria campagna astensionista.
*L’Istituto del referendum è il principale mezzo di partecipazione diretta e democratica dell’elettorato che è chiamato a decidere su questioni di importanza rilevante, quali appunto quelle connesse alla fecondazione assistita. I socialisti invitano a votare in maniera convinta per l’abrogazione delle quattro norme oggetto dei quesiti referendari.
Si tratta infatti di abolire una legge antistorica che penalizza la ricerca scientifica e che offende la dignità e la libertà di coscienza delle donne.
E’ necessaria una grande mobilitazione per cancellare attraverso la partecipazione democratica al Referendum, una legge sbagliata ed ingiusta che non ha risolto alcun problema e che interferisce nella sfera privata dei diritti di ciascuno di noi.
Quattro sì convinti per consentire la ricerca scientifica sulle cellule staminali di origine embrionale, per garantire e tutelare la salute delle donne, per permettere alle coppie con gravi problemi di sterilità di accedere alla fecondazione eterologa, per cancellare la norma che equipara i diritti dell’embrione a quelli del padre e della madre.
I socialisti sulle tematiche relative alla fecondazione assistita oggetto dei referendum hanno una posizione identica a dimostrazione che, quando c’è in ballo la difesa di diritti civili, la libertà di scelta delle donne e la salvaguardia di valori laici del progresso della ricerca scientifica, sanno ritrovare la loro unità politica, storica e culturale.
I socialisti con preoccupazione vedono crescere un’ondata oscurantista a cui troppi laici, credenti e non credenti, non oppongono un argine sufficiente.
La vigilia della consultazione popolare del 12 e 13 giugno è caratterizzata invece da pesanti ingerenze delle gerarchie Vaticane che intervengono contro chi “manomette la vita che nasce”, scagliandosi contro l’aborto, la procreazione assistita etc.
C’è oggettivamente il rischio che in caso di fallimento del referendum, si voglia rimettere in discussione la stessa legge sull’aborto ed è chiaro com’è assolutamente evidente che riprenderebbero quota forze oscurantiste oggi minoritarie.
A questo clima politico confuso i socialisti rispondono con chiarezza invitando tutti i cittadini in prima istanza a recarsi alle urne a sostenere con forza le ragioni dei quattro Sì.
Quattro sì convinti per consentire la ricerca scientifica, la tutela della salute delle donne, permettere alle coppie con gravi problemi di sterilità di accedere alla fecondazione teologa e per cancellare quella norma che equipara i diritti dell’embrione a quelli della madre e del padre.
*Nino Capriotti, capogruppo consiliare Sdi

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