SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La favola della Samb. La favola di Marco Martini. Dieci gol – la nostra testata gli assegna anche quello, controverso (i più lo hanno dato a De Lucia) del match del ‘Riviera’ contro il Padova – ventisei gettoni collezionati, play off esclusi, prestazioni di assoluto valore, uomo indispensabile, o giù di lì, per le sorti dell’attacco rossoblù. Provate a smentirci: con lui in campo dal primo minuto la compagine di Davide Ballardini ha perduto in sole tre circostanze (Napoli, Martina e Giulianova) totalizzando 31 dei 54 punti incamerati al termine della regular season. 34, se pensiamo al gol ‘piglia-tutto’ (leggi: vittoria) maturato nei minuti finali della partita interna contro la Spal. Ghirigori mentali? Può darsi, ma intanto la gente di fede rossoblù lo ha innalzato a idolo dell’intera tifoseria, molto più dei vari Leon e Bogliacino per intenderci, calciatori dai piedi e dalle giocate sopraffine, però piuttosto schivi al di fuori del rettangolo verde.
‘Bum-bum’ Martini, Martini superstar, Martini osannato, coccolato, dall’inizio alla fine, tanto fosse in campo dal primo minuto, tanto facesse il suo ingresso a gara in corso.
“L’affetto dei tifosi – conferma l’attaccante rivierasco – è una cosa nuova e bella per me, non me lo hanno fatto mai mancare, nemmeno quando non ho giocato. Il rapporto con i ragazzi della curva poi mi ha dato una carica incredibile, sapere che loro si aspettano tanto dal sottoscritto mi motiva in maniera incredibile, invogliandomi a dare il massimo in ogni occasione. Li ringrazio perché mi hanno sempre sostenuto ed hanno saputo ripagare al meglio la caparbietà mia e di tutta la squadra. Il loro tifo è stato importante per tutti noi?.
In riva all’Adriatico il ‘piccoletto’ di Gradara, a 26 anni, ha conosciuto la stagione più brillante della sua carriera; giunto in riviera, dalla Vis Pesaro, nel gennaio 2004, l’anno passato aveva inanellato appena nove presenze (zero gol), recitando, come lui stesso ammette, più “il ruolo di comprimario?. Poi un’annata da incorniciare. Non fa una grinza. “Sia a livello personale, sia nel contesto più generale. Per il sottoscritto la stagione è stata eccellente: tanti gol (solo a Fano, nel CND edizione 1999-2000, era riuscito a toccare quota 9, ndr) e prestazioni convincenti. I momenti più belli? Non ho dubbi, dico Fermo, quando, partito per la prima volta da titolare, fui capace di realizzare una fantastica tripletta; poi dico la partita in casa contro la Spal, un gol, tra l’altro di testa, cosa per me assai rara, a decidere la partita nei minuti finali. Venivo da tanta panchina; è stato importante. Infine rammento con grande piacere la doppietta di Padova. Stupendo per me e per la mia famiglia, visto che tornavo in Veneto dopo tanto tempo. Non dico che è stata una rivincita – conclude Martini – ma sicuramente una grossa soddisfazione che mi rimarrà per sempre?.
Si sono avvicendati gli uomini (specie nel reparto avanzato; ricordate il petulante ritornello ‘alla Samb macca un attaccante di razza’?) e gli schemi, ma lui, Marco Martini, è sempre rimasto a ‘galla’, riscoprendosi nel ruolo di attaccante, ruolo nel quale è nato, calcisticamente parlando (agli esordi in quel di Padova), e nel quale nella città delle palme è, appunto, ‘riesploso’. Anche grazie a Davide Ballardini.
“Il mister nel corso del campionato mi ha visto più come secondo attaccante che come centrocampista; bravo lui a credere nelle mie capacità realizzative, bravo io ad impegnarmi sempre al massimo e dimostrargli che meritavo di stare in campo. In ogni caso ho cominciato a giocare da attaccante a Padova, e tale mi vedo; mi trovo meglio in questo ruolo perché ho più possibilità di fare gol. La cosa più importante comunque è giocare, a prescindere dal ruolo?.
E lui ha giocato spesso, ma non sempre, la panchina talvolta è stata fedele, quanto sgradita, compagna di viaggio. Può averne trovato svantaggio il rapporto con mister Ballardini? Una definizione, in tre aggettivi, per l’allenatore di Ravenna.
“Preparato per quanto riguarda l’impostazione della partita alla domenica e gli allenamenti settimanali – esordisce senza esitazioni Martini – intelligente nel gestire il gruppo. Infine bravo a capire i giocatori. Quanto al nostro rapporto si è trattato di un normale rapporto intercorrente tra giocatore e allenatore. Lui ha fatto le sue scelte, è normale che star fuori dispiace a tutti, me compreso, non ne sono stato certo felice quando è successo, ma da professionista quale reputo di essere ho sempre rispettato le sue decisioni. In definitiva nessuna ruggine o incomprensione di sorta, del resto non è da noi, siamo entrambi due persone pacate ed equilibrate. Merito mio poi se sono riuscito a dimostrare di meritare la maglia da titolare?.
Anche e soprattutto a suon di gol. Gol pesanti, gol decisivi, come quello messo a segno nella gara esterna contro la Spal (lo scorso 18 aprile), di rientro dall’infortunio al flessore della coscia sinistra patito in occasione della sfida serale contro il Foggia, in gennaio. Uno stop di oltre un mese. “E’ stato il momento più brutto della stagione – dice – e ricollegandomi a quanto dicevo prima sono stati molto importanti i tifosi, i quali mi sono stati vicini trasmettendomi affetto e fiducia. Bravo anch’io, naturalmente, a non mollare: sono stato capace di rialzarmi e di dimostrare quanto potevo essere importante per il campionato della Samb?.
Egregia dimostrazione. Dopo tanta panchina e qualche spezzone di gara l’attaccante di Gradara è tornato al gol e non si è più fermato, risultando decisivo nel finale di stagione. Un crescendo di prestazioni, gol (ben quattro nelle ultime cinque esibizioni), prodezze che sono valse l’approdo ai play off. Peccato che il sogno sia durato poco, lo spazio di una partita, nel match di ritorno, in quel di Napoli, non c’è stata storia. Troppo forti gli azzurri, troppo vogliosa la città partenopea di tornare nel calcio che conta, anche a costo di ricorrere a ‘mezzi’ poco sportivi.
“Abbiamo avuto un’accoglienza molto ‘tosta’ – afferma Martini in riferimento all’assalto subito dal pullman rossoblù – quelle sono scene che ti rimangono. Negli spogliatoi però ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che se eravamo lì, era perché dovevamo giocare la partita e cercare di approdare alla finale. Eravamo convinti di fare la nostra parte e invece, sul campo, non siamo riusciti a giocare la gara che avevamo preparato. Abbiamo comunque dato tutto e di certo usciamo dai play off a testa alta. Recriminazioni? C’è del rammarico, quello sì, specie in relazione all’incontro di andata; avevamo giocato molto bene e prendere gol a tempo scaduto è normale che lasci molto amaro in bocca?.
Tanto è stato. Ora occorre guardare al futuro, il quale, se la società, come dice, vorrà colorare di tinte ancora più rosee, potrebbe riservare la conferma di allenatore e gran parte dei ‘ragazzini terribili’.
“Non posso sapere quali saranno i programmi della società, quali i traguardi che verranno fissati per la prossima stagione. So solo che ci è stata molto vicina nel corso del campionato, controllando le nostre vite private, indirizzandoci verso la strada migliore, anche perché molti di noi è piuttosto giovane e dunque ha bisogno di sentire, forte, la presenza della società. E così è stato, i dirigenti hanno fatto alla grande la loro parte?.
“Per quanto mi riguarda – continua il bomber di Gradara – ho un contratto per altri due anni, sino al 2007, e mi auguro che tanti altri restino; sarebbe bello se il gruppo fosse lo stesso anche dopo le vacanze che ci apprestiamo a trascorrere. In carriera non mi è mai capitato di lavorare con un gruppo di ragazzi così unito e affiatato; anche chi ha giocato poco o addirittura per niente, ci ha sempre aiutato. Tant’è che adesso che sono a casa, mi dispiace che questa splendida avventura sia volta al termine. Spero che il prossimo campionato arrivi presto, ma soprattutto auspico di ritrovare, tutti, o quasi, i componenti della rosa del torneo appena trascorso?.
A San Benedetto se lo augurano tutti.
SQUADRA. La Samb si ritrova nel pomeriggio di oggi (ore 15.30) al ‘Riviera delle Palme’, per chiudere definitivamente la stagione con un altro paio di giorni di lavoro. Domani infatti mister Ballardini, unitamente allo staff tecnico e dirigenziale rivieraschi, darà il ‘rompete le righe’. Appuntamento al prossimo luglio.

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