SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica scorsa la Campania ha vissuto una triste giornata di sport, facendo, suo malgrado, da testimone a due episodi davvero poco edificanti: tanto allo stadio ‘San Paolo’ di Napoli – in programma la seconda semifinale play off del C1/B tra i partenopei e la Sambenedettese – quanto al ‘Marcello Torre’ di Pagani (centro di circa 85.000 anime situato nel salernitano, dove si disputava la gara di ritorno della semifinale play off di serie D tra i locali ed il Siracusa), alcuni facinorosi hanno pensato bene di accogliere il pullman della formazione ospite in maniera violenta e intimidatoria.
I partenopei hanno tirato addosso al torpedone della Samb pietre, sassi, bottiglie e bulloni, provocando la rottura di alcuni vetri del mezzo e soprattutto il ferimento del presidente rossoblù Umberto Mastellarini, mentre gli azzurrostellati, ovvero i tifosi della Paganese – società che da sempre si contraddistingue per il calore e talvolta la turbolenza dei propri sostenitori e che ha vissuto a cavallo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta il periodo più fulgido collezionando diversi tornei di C1 – hanno tentato di aggredire i giocatori del Siracusa, lanciando un petardo, esploso nelle vicinanze del pullman che li stava conducendo allo stadio, il cui scoppio ha provocato il ferimento di un calciatore siciliano ed una crisi asmatica ad un compagno di squadra. I due sono stati immediatamente trasportati in ospedale.
In pieno clima di ‘tolleranza zero’ e all’indomani della firma del ministro Pisanu su tre decreti antiviolenza che entreranno in vigore dalla prossima stagione calcistica, si attendevano con curiosità i responsi in merito ai sopraccitati episodi: lunedì è arrivato quello del Giudice Sportivo di serie C, il quale ha comminato al Napoli Soccer una multa di 3.200 euro e…null’altro; il collega della serie D ha invece adottato la mano pesante infliggendo alla Paganese lo 0-3 a tavolino, squalificandone il campo per più di un anno (sino al prossimo 30 giugno 2006; annesso l’obbligo della disputa delle gare in campo neutro) e, infine, comminando al club campano una penalizzazione, da scontarsi naturalmente nel corso della stagione a venire, di 6 punti.
Seppure non ci sia da parte nostra la volontà di rinfocolare quella estenuante ed infinita ‘guerra di nervi’, a colpi di articoli polemici, dichiarazioni al vetriolo e così via, intrapresa sull’asse Napoli-San Benedetto, non possiamo esimerci dal constatare che le due sentenze sono di una disparità imbarazzante, anche se nel caso di Pagani, occorre sottolinearlo, gli incidenti in questione hanno causato il ricovero in ospedale di due calciatori.
Detto questo, è altrettanto necessario capire se in sede sportiva si debba punire l’intenzione ad offendere (e intimorire) chicchessia, oppure un’eventuale mano pesante del Giudice deve giocoforza relazionarsi agli effetti dell’atto violento. In altre parole: si interviene con risolutezza (leggi: partita persa a tavolino, punti di penalizzazione e squalifica del campo) solo se c’è di mezzo il ricovero (o peggio ancora)? Oppure c’è dell’altro? Ha ragione Gabriele Mastellarini quando dice che se la Samb fosse stata il Milan le decisioni del Giudice Sportivo sarebbero state diverse? Tradotto: una cosa è chiamarsi Napoli, un’altra Paganese?

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