SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tra Napoli e Samb la partita sembra non finire mai: la Samb adirà le vie legali e la Giustizia sportiva per i fatti avvenuti ieri prima della gara.
I troppi veleni che hanno contraddistinto le sfide fra le due squadre sono sfociati ieri nell’aggressione premeditata di alcuni teppisti ai danni del pullman della Samb, fatto oggetto di lanci di bulloni, bottiglie di vetro e sassi, con la rottura di tre finestrini e i traumi riportati da Marco Martini, colpito da un fondo di bottiglia rotto, e dal presidente Mastellarini, colpito da un oggetto che gli è costato la sub-lussazione della spalla sinistra e un colpo di frusta.
La Samb chiederà, tramite il suo avvocato Giulio Silenzi – che proprio nella giornata di oggi ha ottenuto la cancellazione della multa di 20.000 euro comminata alla Samb per un’intervista smentita dallo stesso presidente rossoblù – la vittoria a tavolino o, in subordine, la ripetizione della gara. Dopo la bocciatura del Giudice Sportivo, la Samb proverà a convincere la Commissione Disciplinare. Sembra comunque difficile che la squadra di Mastellarini possa ottenere lo 0-3 a tavolino.
Sambenedettese Calcio e Napoli Soccer sempre più divisi, comunque: la Samb infatti intenterà una causa civile nei confronti della società di De Laurentiis per ottenere un “congruo risarcimento per danni materiali, fisici e morali? subiti dalla società e dai tuoi tesserati. L’avvocato Silenzi chiede la collaborazione di quanti hanno assistito alla sassaiola: eventuali fotografie e filmati potrebbero essere utili alla Samb. Anche l’Amministrazione Comunale di San Benedetto potrebbe inoltre costituirsi parte civile.
Ma dove potrebbe portare quest’azione della Samb? Con il senno di poi, se veramente si desidera ricondurre il calcio alla sua dimensione originaria, sarebbe stato più saggio non presentarsi per la partita e mostrare una riserva scritta, rischiando magari di perdere a tavolino (o di vincere). Cosa ne sarà, infatti, della famosa tolleranza zero, se negli stadi (tutti) continuano ad esplodere petardi, se “due o trecento metri di tifosi in scia? (come ha spiegato La Rosa) tirano bottiglie e bulloni al pullman della squadra avversaria? Cosa sarebbe accaduto se la Samb avesse vinto al San Paolo: Cigarini, ad esempio, ha appena diciotto anni ed ha unanimemente giocato, ieri, la sua peggiore partita dell’anno… Sono domande lecite, anche se difficilmente, a meno che l’avvocato Silenzi non si dimostri un mago delle carte legali, porteranno ad una revisione del risultato.
Diversa è invece la questione civile. La Samb chiama in causa il Napoli Soccer ritenendolo oggettivamente responsabile per i teppisti che hanno aspettato il pullman della squadra. Non sappiamo se possa esserci una relazione tra la società e i teppisti in questione. Il guaio – lo abbiamo scritto tante volte in passato, anche in riferimento a quanto accaduto a San Benedetto – è che comportamenti usualmente passibili di reato non vengono mai puniti quando a compierli sono una massa indistinta di persone che sanno di agire senza possibili ritorsioni.
Provate a tirare un sasso da un cavalcavia e finirete sulla prima pagina di tutti i quotidiani nazionali, tirate pietre nascosti nella massa di cinquecento ad un pullman di tifosi e voi, se non ci scappa il ferito grave, resterete impuniti…
Così va il mondo, o forse l’Italia.

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