Si è concluso per la Samb l’anno sportivo 2004/2005. Alla luce di quanto è successo resta un certo rammarico, come sempre dopo una sconfitta. Ma basta tornare indietro con la memoria al giorno della presentazione della squadra per far scomparire questa sensazione. Come dimenticare l’incredulità, la sorpresa, anche un certo sconcerto, quando lo speaker annunciava i nomi dei giocatori? Come dimenticare di aver ammesso di non conoscere neanche uno di loro? Eppure… Eppure oggi hanno giocato al San Paolo, di fronte a 70.000 persone, per contendere al Napoli l’accesso alla finale dei play-off. Hanno disputato un campionato di alta classifica, regalandoci domeniche di pura euforia calcistica (a Fermo non si dimenticheranno facilmente la nostra ultima visita). E non solo loro. Perchè c’è stato qualcuno che prima che si iniziasse a tirare calci al pallone si è caricato sulle spalle una società quasi senza giocatori in organico, a pochi giorni dalla fine del calciomercato. C’è stato qualcuno che in 2 giorni li ha acquistati, convincendoli a intraprendere un sentiero calcistico irto di difficoltà. C’è stato qualcuno che per un anno li ha guidati, difendendoli nei momenti di difficoltà come ogni condottiero deve fare con i propri uomini. Ci sono stati molti che hanno prima sopportato tutto e poi tutto hanno dato a questo progetto, con la propria voce, con il proprio sudore, con il proprio nome quando si è trattato di scrivere di presunte ingiustizie e di affrontare gli insulti delle parti tirate in causa. Lasciamo che tutto ciò che è accaduto oggi scivoli via dai nostri ricordi. Perchè non merita di oscurare un anno indimenticabile come questo. Giocatori, Presidente, Avvocato, Mister, tifosi-giornalisti (perchè qui è difficile distinguere tra le due categorie)… grazie.

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