SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cresce la febbre per Napoli-Samb, all’ombra del Vesuvio come in Riviera.
Per la Samb non sarà per nulla semplice. Vuoi perché il Napoli targato Edy Reja non ha mai conosciuto sconfitta tra le mura amiche, vuoi perché l’urlo degli 80.000, o giù di lì, dell’impianto di Fuorigrotta rappresenterà di certo il classico valore aggiunto, vuoi perché l’ambiente partenopeo, dopo una settimana di polemiche, chiacchiere, veleni e quant’altro, sarà non poco caricato e dunque desideroso di superare l’ostacolo Sambenedettese.
I rossoblù dalla loro potranno invece far leva sulla forza dei nervi distesi. Hanno già dato molto, verrebbe da dire tutto, alla causa. L’entourage rivierasco al gran completo si è reso protagonista di un miracolo sportivo vero e proprio; anche nel corso della gara di andata, cinque giorni fa al ‘Riviera’, Colonnello e soci hanno dato ampia dimostrazione del valore e della forza di un gruppo granitico. A prova di Napoli. Qualunque sarà il risultato che verrà fuori domenica pomeriggio, non c’è ragione per non vedere comunque la stagione tinta di rosso e blu, come tra le più positive degli ultimi anni.
L’imperativo è quello di andarsela a giocare. Parliamoci chiaro: tra le due contendenti il Napoli è proprio quella che ha più da perdere. La truppa di Davide Ballardini tenterà di sfruttare tale componente e se non si farà prendere la mano da tensioni e nervosismi che simili contese possono arrecare, siamo certi che l’esito finale non sarà così scontato come vogliono far credere dalle parti del Vesuvio: già si parla di eventuali allenatori e giocatori in predicato di vestire l’azzurro per la prossima stagione. In serie B, naturalmente.
Venendo alle questioni del campo, se i partenopei hanno il loro bel daffare con l’assetto difensivo da proporre, in virtù delle pesanti assenze di Scarlato e Ignoffo, Ballardini non lamenta grossi problemi di formazione. Colonnello e Amodio non hanno disputato l’amichevole di ieri pomeriggio, ma le loro condizioni – la solita caviglia in disordine per il difensore, una lieve contrattura sotto il gluteo per l’uruguaiano – non dovrebbero destare forti preoccupazioni in vista della sfida del ‘San Paolo’. Stessi uomini, medesimo modulo: il 4-2-3-1 che nella seconda porzione di torneo ha fatto volare i rivieraschi verso quell’obiettivo assolutamente insperato alla vigilia.
Il clan marchigiano ripone d’altra parte grandi speranze sul trio d’attacco, vale a dire Bogliacino, Leon e Martini. Il primo, nel corso di gara uno, è sembrato essere tornato quello del primo scorcio di stagione, quando con gol e giocate sopraffine si era caricato sulle spalle una Samb che ancora non aveva fatto della continuità di gioco e risultati una delle sue maggiori credenziali; l’honduregno sembra d’altro canto essersi lasciato alle spalle lo stiramento al quadricipite della coscia destra: ieri pomeriggio infatti, contro la selezione di giocatori del Grottammare, ha dato spettacolo, ringalluzzendo i tifosi presenti sugli spalti del ‘Riviera’, i quali molto confidano nelle giocate del fuoriclasse sudamericano. Quanto a Martini, il suo finale di stagione in crescendo (prima semifinale play-off compresa) ha messo a nudo il ruolo di vitale importanza che il bomber di Gradara riveste nello scacchiere tattico rossoblù, e, fatto da non trascurare, nella stessa economia dei risultati (con lui in campo dal primo minuto, a partire dalla trasferta di Ferrara, la Samb non ha più perso).
La Samb che quindi si appresta a disputare una delle partite più importanti della sua storia, vanta tante speranze, ma ancor più certezze. La tranquillità palesata a più riprese del ‘condottiero’ di Ravenna (leggi Davide Ballardini) induce, tutto considerato, ad un moderato ottimismo.

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