NAPOLI – L’ufficio indagini della Federcalcio – secondo quanto riferisce oggi il Messaggero Veneto – ha preso contatto con la Procura di Udine per avere quanto prima gli atti relativi all’ inchiesta sulle scommesse sportive illecite, avviata dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, nella quale sarebbero coinvolti una dozzina di giocatori professionisti di serie A, B e C. Tre – sempre secondo quanto riferito dal Messaggero Veneto – sono calciatori che hanno militato nella stagione appena terminata nell’ Udinese (Iaquinta, Jankulovski e Di Michele), mentre gli altri sono tesserati di Cagliari, Bologna, Vicenza, Napoli e Catania (si tratterebbe di Sosa, Bia, Scarlato, Walem, Pierini, Manfredini, Ferrante, Margiotta e Abejon). Il ruolo dei giocatori nell’inchiesta penale, secondo quanto precisato dal pm Lorenzo Del Giudice, sarebbe del tutto marginale e riguarderebbe il loro comportamento da privati cittadini in veste di singoli scommettitori.
La partecipazione alle scommesse da parte dei calciatori, però, rivolgendosi tra l’altro a un intermediario abusivo, potrebbe avere dei risvolti sportivi, essendo loro dei tesserati. L’art. 5 del Codice di giustizia sportiva, infatti, fa divieto ai tesserati delle società sportive “di effettuare o accettare scommesse, direttamente o per interposta persona, anche presso i soggetti autorizzati a riceverle, che abbiano ad oggetto i risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ ambito della Figc”.
Le pene previste vanno dai tre ai sei mesi di squalifica per chi viene meno alla norma. L’ inchiesta penale in corso, secondo quanto sottolineato dai magistrati, non mette in discussione i risultati calcistici ottenuti sul campo. Risulterebbero inoltre del tutto estranee ai fatti le società calcistiche, cui appartengono i singoli giocatori. L’ Udinese calcio, in particolare, ha già espresso, per bocca del suo presidente Franco Soldati, “massima fiducia negli inquirenti e piena disponibilità nei confronti degli uomini della Guardia di finanza. Confidiamo, inoltre, che la magistratura faccia chiarezza in tempi brevi – ha aggiunto Soldati – considerando che i ritmi dettati dal mondo del calcio sono ‘stretti’ e che queste problematiche potrebbero interferire nella gestione di una società che anche l’ iter giudiziario potrà confermare completamente estranea”.
Ieri il direttore Pierpaolo Marino in una conferenza stampa al ‘Santa Colomba’ ha voluto chiarire la posizione di Sosa e Scarlato: “Parlo io a nome dei calciatori perché visto che c’è il segreto istruttorio non si possono sbilanciare in dichiarazioni. I due calciatori hanno ammesso di aver scommesso, ma non su eventi di natura sportiva italiani o esteri. Loro mi hanno assicurato che si trattava solo di scommesse di Bingo e Poker, quindi in ogni caso non sussiste l’illecito sportivo. Il tutto si risolverà senza nessun procedimento a loro carico. Tutto andrà per il meglio perché non c’è nessun reato secondo le norme vigenti”.
Fonte: tuttonapoli.net

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