SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E alla fine arrivò il gran giorno. Samb e Napoli lo attendevano con trepidazione da due settimane, oggi rossoblù e azzurri si danno battaglia con in testa il chiodo fisso della B. Due tifoserie di assoluto valore che non meritano questa infame categoria e lo dimostrano appieno con numeri e entusiasmo degni, come minimo, della cadetteria: già due ore prima delle 16 il volume dei cori e degli sfottò è di quelli in perfetto clima partita.
Umberto Mastellarini, ad una ventina di minuti dal via, si fa una passeggiata sotto la Nord in visibilio per uno dei ‘profeti’ del miracolo Sambenedettese, mentre Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli Soccer, arriva in tribuna centrale qualche minuto dopo, attorniato da una decina di guardie del corpo che il clan partenopeo ha deciso di portarsi appresso forse temendo per la propria incolumità, in virtù dell’accoglienza poco ospitale, a loro dire, dello scorso 26 marzo.
Due assenze di peso ciascuno per quel che concerne le formazioni: campani privi del centrale di difesa Gennaro Scarlato, marchigiani senza Giovanni Pompei, di nuovo infortunatosi al ginocchio sinistro. I compagni gli dedicano, durante il riscaldamento pre-partita, una maglia con su impresso l’augurio “Giovanni non mollare?.
Moduli assolutamente speculari per gli ‘strateghi’ Reja e Ballardini: quattro difensori sulla linea di difesa, due uomini di centrocampo a protezione della stessa, tre calciatori infine a sostenere l’unica punta schierata. Un 4-2-3-1 che nell’ultima parte della stagione ha fatto le fortune di due delle squadre più in forma del torneo.
La Samb nella prima frazione di gioco attacca sotto la Nord. Primo pericolo al minuto numero 4: una punizione di Leon battuta sul versante destro spiove in area di rigore partenopea dove è pronto Martini che colpisce di testa mandando però a lato. Samb all’inizio con il pallino del gioco in mano, mentre gli azzurri sono lesti a partire in contropiede, innescando il velocissimo Pià. Ennesima punizione di Leon al 8’, la quale stavolta non sortisce nessun effetto. Cigarini spadroneggia in mezzo al campo e al 9’ innesca sulla trequarti Martini, fermato però dal guardialinee che segnala il fuorigioco.
Lo spartito della gara è presto detto: padroni di casa alla ricerca di una vittoria di vitale importanza, in virtù della peggiore classifica conseguita nel corso della stagione regolare, azzurri che invece stanno sulla difensiva. Al 12’ altra incursione dalle parti di Gianello: stavolta è Leon che recupera palla e lancia l’onnipresente Martini che però si fa anticipare sul più bello da Giubilato.
Bogliacino, pure lui, pare bene ispirato quest’oggi: si rende utile nella fase di contenimento e poi si fa spesso carico di rifornire gli avanti rivieraschi, facendo letteralmente ammattire li guardiano della fascia sinistra partenopea, Grava. È davvero una bella lotta nella zona nevralgica del campo dove i ‘mastini’ partenopei (leggi Montervino e Corrent) si danno molto da fare.
Al 21’ Mancini, beccatissimo dai suoi ex tifosi, deve uscire dalla propria porta per impedire che la palla giunga a Calaiò, imbeccato dal centrocampo ospite.
Dopodiché la Samb ricomincia a macinare gioco ed il Napoli soffre, specie sull’out di sinistra: al 26’ Leon tenta direttamente su punizione di trovare l‘incrocio dei pali della porta napoletana. Un minuto dopo ancora l’honduregno dà il là all’ennesima azione di contropiede griffata da Marco Martini che incrocia sul secondo palo ma tira troppo debolmente; sulla ribattuta di Gianello la difesa azzurra cincischia, ma né Bogliacino, né l’attaccante di Gradara riescono a mettere in fondo al sacco.
Giustizia è fatta al 30’ quando l’uruguagio è lesto ad approfittare di una palla recuperata dal centrocampo rossoblù e ad involarsi verso l’area di rigore partenopea e trafiggere l’incolpevole Gianello, il quale nulla può sul potente e preciso tiro angolato del numero 10 di casa. L’esplosione del ‘Riviera’ è di quelle far tremare i polsi: saltano in aria i settori presenziati dal popolo sambenedettese. Indimenticabile ‘passeggiata’ sotto il ‘Tempio del Tifo’ di Mariano Bogliacino che accende in maniera possente la miccia dell’entusiasmo in casa rivierasca.
Prova a reagire il Napoli che però continua a soffrire oltremodo a centrocampo e in difesa: Giubilato palesa una lentezza imbarazzante, troppo solo il duo Montervino-Corrent, serviti poco e male gli attaccanti vestiti di azzurro; di contro la linea mediana rossoblù è brava e veloce nel tagliare e poi cucire trame di gioco utili per ‘speedy’ Martini & c.
Solo sul finire di primo tempo il Napoli si fa più intraprendente, costringendo i padroni di casa arretrano leggermente il baricentro del proprio gioco, probabilmente anche a causa di un calo fisico, oserei dire naturale se pensiamo al gran caldo (la colonnina di mercurio segna quasi trenta gradi) e al gravoso dispendio di energie profuso nella prima mezzora.
Al 41’ una punizione di Fontana, l’ex Ascoli cresce alla distanza, spiove pericolosamente in area di rigore sambenedettese. Riprende un poco di fiato la Samb che ‘rischia’ di incrementare il proprio bottino a tempo scaduto (46’), quando l’inesauribile Bogliacino lancia sul filo del fuorigioco Martini. Alza la bandierina il guardialinee. Dopo una manciata di secondi si va negli spogliatoi con gli uomini di Ballardini meritatamente in vantaggio.
Edy Reja corregge il Napoli nell’intervallo: fuori Giubilato, negativa, come detto, la sua prestazione, dentro Accursi; entra anche Sosa in luogo di Calaiò. Parte all’attacco il Napoli che si fa vedere con una conclusione dalla distanza di Bonomi, abbondantemente a lato, dopo nemmeno un minuto. Pillole di Napoli: al 48’ Pià ruba palla, vola verso la porta di Mancini, Canini lo stende. Ammonizione per il centrale rivierasco e punizione per gli azzurri, battuta malamente da Fontana (la palla si infrange sulla barriera). Minuto numero 10: Sosa si gira in area di rigore rossoblù dopo un pasticcio di Amodio, tira, Mancini si fa sfuggire la palla sotto al corpo e la recupera quando la stessa sta oltrepassando la linea bianca. Gol o non gol? Difficile stabilirlo a velocità normale, fatto sta che il clan partenopeo non protesta oltremodo. Un altro Napoli in ogni caso, non c’è che dire. Samb di contro che continua a patire un calo di forze dopo la mezzora iniziale a dir poco arrembante.
Al 60’ si fa nuovamente vedere Sosa, davvero in palla l’argentino, che poco aldilà dei sedici metri prova a sorprendere l’attento Mancini.
Si rivedono i padroni di casa al 62’, quando Leon, servito da Canini, crossa dentro l’area di rigore ospite nel tentativo di imbeccare la testa di Bogliacino. Impreciso il pallonetto dell’honduregno. Corre ai ripari anche Davide Ballardini che al 64’ toglie Martini per infoltire il centrocampo con il napoletano Antonio De Rosa. Conferiti a Bogliacino compiti più offensivi.
Brividi sulle schiene dei sostenitori di casa quando al 68’ Inacio Pià, lanciato da Sosa, viene stoppato dal guardialinee proprio nel momento di scoccare il tiro. Intanto la partita si fa più cattiva, con qualche fallo di troppo, specie di sponda azzurra. Seconda correzione in corsa per Ballardini che richiama Amodio per inserire Fabio Femiano: il fratello Alfredo viene spostato a centrocampo, mentre Fabio prende posizione al centro della difesa al posto di Taccucci, il quale ritorna al ruolo abituale di terzino. Capparella, mossa anche per Reja, prende invece il posto di Abate e l’ex Ascoli si farà notare per vivacità e voglia.
Al 73’ la Samb va in gol ma l’arbitro annulla per un presunto fallo di mano. Cigarini per Bogliaino, la palla arriva ad Alfredo Femiano che pesca il tiro vincente, vanificato però dalla decisione del signor Damato.
I rossoblù in ogni caso soffrono, nonostante il Napoli non crei occasioni da gol ghiottisime, i nostri sembrano infatti incapaci di pungere dalle parti di Gianello. La stanchezza, forse, fa il resto. Gli uomini di Ballardini danno l’impressione di non provare con la necessaria convinzione a raddoppiare e di accontentarsi del vantaggio di misura. Il Napoli intanto continua a collezionare calci d’angolo, piuttosto sterili, mentre all’89 il nervosismo dei partenopei si estrinseca nel brutto fallo, assolutamente gratuito, di Ignoffo ai danni di Taccucci. L’ex Avellino prende anzitempo la via degli spogliatoi. Viene accompagnato dall’allenatore Reja, dopo pochi istanti espulso dall’arbitro.
Ma proprio sul finire di gara, al minuto numero 93, arriva la doccia fredda: Capparella su invito del solito Sosa infila Mancini con un bel tiro che lo scavalca e si va a spegnere sull’angolino più lontano. Si accendono gli animi sugli spalti, specie in tribuna dove si assiste a più di un principio di rissa, fra tifosi di casa ed i diversi napoletani mischiati nel settore.
Dopo sei minuti di recupero l’arbitro fischia la fine e per la Samb è una beffa atroce, anche se, ad onor del vero, l’1-1 è il risultato più giusto. Un tempo ciascuno infatti, due gol annullati per parte e la Samb che, dopo un primo tempo di spaventosa incisività, si fa raggiungere sul più bello da un Napoli giustamente ridisegnato dopo l’intervallo: gli innesti di Sosa, Capparella e Accursi, hanno letteralmente cambiato pelle alla formazione azzurra. Il verdetto definitivo è comunque rimandato a domenica prossima. Appuntamento al ‘San Paolo’ per la gara di ritorno.

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