SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ un Remo Croci fuori di sé quello che presenzia la tribuna stampa nel dopopartita di Samb-Napoli. Il consigliere amministrativo rossoblù annuncia infatti di aver presentato le proprie dimissioni poco prima del fischio d’inizio della contesa: “Non volevo nemmeno vedere la partita – ci confida Croci – che tra l’altro abbiamo splendidamente giocato, dando al Napoli una grossa lezione di gioco, ma questo non mi interessa, quello che oggi mi ha deluso è stato il comportamento del clan azzurro, ci hanno trattato malissimo: venire in casa nostra con tanto di guardie del corpo significa mancarci di rispetto. Alla vista dei body guard al seguito del Napoli, è salita in me una grande rabbia”.
“Senza contare poi – continua inviperito l’ex consigliere amministrativo rossoblù – che ho visto cose dell’altro mondo: Scarlato, infortunato e fuori causa, seduto tranquillamente in panchina, poliziotti in divisa esultare per il gol del Napoli e tanto altro. Questo calcio mi fa schifo! Il mio disappunto, ci tengo comunque a precisare, è montato giovedì pomeriggio quando c’è stata la riunione per l’ordine pubblico della gara odierna: le disposizioni del Questore di Ascoli e le sue argomentazioni, l’uso del ‘pugno d’acciaio’ verso una tifoseria come quella sambenedettese, oggi dimostratasi molto corretta, mi hanno letteralmente stupito. Come mi ha stupito anche il Questore di Napoli che non ha saputo quantificare le persone che si sarebbero mosse dalla Campania, per poi mandare poliziotti in divisa a fare il tifo”.
“I poliziotti ultrà – conclude Croci – sono un affronto ai cittadini che pagano le tasse. Sono davvero curioso di sentire una risposta in merito dal Questore partenopeo”.

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